Rajoy primo ma senza maggioranza, governo difficile in Spagna. Fine dell'alternanza Popolari-Socialisti

. Esteri

Mariano Rajoy, premier e leader del Partido Popular, ha vinto le elezioni politiche in Spagna ma non ha ottenuto la maggioranza e sarà difficile per lui formare il nuovo governo. Secondo i primi exit-poll gli spagnoli hanno dato il 26,8% al Partido Popular, il 21,7% a Podemos (nato sull'onda degli Indignados), il 20,5% ai socialisti del Psoe e il 15,2% ai liberisti del Ciudadanos. Per quanto riguarda i seggi nel nuovo Congresso il risultato è diverso perchè Rajoy ne prenderebbe 114-118, il Psoe passerebbe secondo con 81-85 seggi davanti a Podemos con 76-80 e a Ciudadadmos con 47-50). Per avere la maggioranza e poter formare un governo senza aver bisogno di allearsi, un partito ha bisogno di 176 seggi. Se i risultati finali confermeranno gli exit-poll, con queste percentuali e numeri di seggi, nessuna delle due possibili, ipotizzate coalizioni (Popolari-Ciudadamos o Psoe-Podemos) raggiungerebbe i 176 seggi. E' aumentata anche se di poco la partecipazione al voto (58,36% alle 18). Il nuovo parlamento spagnolo eletto oggi si costituirà ufficialmente il 13 gennaio prossimo, 20 giorni dopo che i risultati delle elezioni saranno stati resi noti ufficialmente, cioè mercoledì prossimo. L'investitura del nuovo capo del governo, designato dal re, Felipe VI, tradizionalmente avviene circa due settimane dopo la formazione del Congresso e del Senato. Le date più probabili sarebbero fra il 25 e il 29 gennaio, ma le particolari difficoltà nella costituzione della nuova maggioranza potrebbero spostare in avanti questo appuntamento. Il dato politico più rilevante emerso da queste consultazioni, però ampiamente previsto, è la fine di governi monocolori e dell'alternanza al potere di socialisti e popolari come è avvenuto negli ultimi 40 anni, dalla fine del franchismo, e la necessità imposta dai nuovi numeri di passare per la prima volta ad un governo di coalizione. E' la conseguenza più clamorosa dell'ingresso in Parlamento dei partiti emergenti 'anti-casta' come Podemos e Ciudadamos.

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