Giustiziato in Arabia l'imam sciita al-Nimr, la rabbia di Teheran "I sauditi pagheranno caro"

. Esteri

Una serie di condanne a morte - quarantasette, tra cui quella dell'Imam sciita Nimr al-Nimr - eseguite in Arabia Saudita sta infiammando lo scontro tra l'Islam sciita e quello sunnita e rischia di avere gravi conseguenze sul piano interazionale rendendo ancora più esplosiva la situazione in Medio Oriente. "Riad lo pagherà caro" ha già tuonato rabbiosamente Teheran e disordini sono scoppiati in Iraq, Libano, Yemen e Bahrein per le proteste delle fazioni sciite. Quarantasette persone, considerate "terroristi" sono state giustiziate, la maggior parte mediante decapitazione, in Arabia Saudita (paese a maggioranza sunnita come sunnita è la monarchia Saud). Lo ha annunciato il ministero dell’Interno che ha comunicato le esecuzioni citando versetti del Corano. Tutti i giustiziati erano considerati responsabili di aver progettato o portato a compimento attacchi terroristici contro civili. La maggior parte di loro, fa sapere sempre il ministero, erano ritenuti coinvolti in attentati compiuti tra il 2003 e il 2006 ed attribuiti ad Al Qaeda. Tra i 47 l'imam sciita Nimr al Nimr, imam della moschea di Qatif a Al Awamiyya, che era stato condannato a morte l’anno scorso per sedizione. Arrestato a luglio del 2012, era uno dei leader principali delle proteste sciite nella parte orientale del Paese. Dal 2009 si era mobilitato per chiedere la separazione della provincia del Qatif, a maggioranza sciita, dall’Arabia Saudita e l’unione con il Bahrain. Contro la condanna a morte del religioso c’erano state mobilitazioni e proteste, e l’Iran - paese guida degli sciiti - aveva avvertito Riad che avrebbe pagato cara l’esecuzione. Un avvertimento ripetuto anche a condanna eseguita. Nimr al-Nimr, la cui condanna era stata confermata nell’ottobre 2014, quando era comparso in tribunale aveva mostrato segni di torture. Amnesty International aveva chiesto l’annullamento della condanna e la liberazione. Nel 2015, secondo diverse organizzazioni umanitarie, sono state 157 le condanne a morte eseguite in Arabia Saudita. Sull'esecuzione di al-Nimr durissimo il commento dell'ayatollah Ahmad Khatami, tra i religiosi più in vista dell'Iran, che ha denunciato la natura "criminale" della famiglia reale saudita e ne ha preconizzato la fine. "Non ho dubbi", ha affermato, "che questo sangue puro macchierà la casa dei Saud e li spazzerà via dalle pagine della Storia".

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