"Race" film sul mitico Jesse Owens ed una verità, il razzista che lo snobbo' fu Roosevelt e non Hitler. Jesse lo disse sempre, "inascoltato"

. Esteri

L'americano, Jesse Owens, uno dei più grandi atleti della storia, un vero e proprio mito, nato da una povera famiglia di neri in Alabama il 12 settembre del 1913, si tolse la soddisfazione di conquistare ben quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936 (100, 200 metri, salto in lungo, staffetta 4x100) nel pieno del regime nazista. Si e' sempre raccontato che Hitler, stizzito per la vittoria di un uomo di colore, lui sostenitore della razza ariana, si rifiuto' di stringergli la mano. Ma lo stesso Jesse , inascoltato, smentì sempre questo particolare, anzi raccontava che incrocio' lo sguardo compiaciuto del Fuhrer e poi sembra che dietro le quinte ci sia stata anche una stretta di mano tra il Cancelliere ed il giovane atleta. Pure la figlia Marlene ha sempre raccontato la versione del padre, spiegando che invece fu colpito dal razzismo dell'allora presidente americano, Frankjlin Delano Roosvelt, che non lo ricevette alla Casa Bianca. Owens si vide infatti cancellare e mai riprogrammare l'appuntamento con il presidente, impegnato nelle elezioni del 36, e preoccupato della reazione che avrebbero potuto avere gli stati del Sud. Tanto che divenne repubblicano. Ora sta uscendo un film su tutta la storia di Owens, "Race" che rimetterà a posto la verita' storica, troppo frettolosamente a volte, scritta dai vincitori.

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