Riad rompe con Teheran, l'ayatollah Khamenei "L'Arabia Saudita come l'Isis"

. Esteri

S'infiamma lo scontro tra Arabia Saudita (a maggioranza sunnita) e Iran (popolazione quasi totalmente sciita) dopo l'esecuzione a Riad dell'imam sciita Nimr al-Nimr che ha scatenato la rabbia di Teheran e delle popolazioni sciite in diversi altri paesi. Oggi, dopo che la sua ambasciata nella capitale iraniana era stata assaltata e incendiata da centinaia di manifestanti, Riad ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con l'Iran ed ha dato ai diplomatici iraniani 48 ore di tempo per lasciare il paese accusando l'Iran degli ayatollah di "sponsorizzare il terrorismo". La risposta iraniana è venuta dalla sua guida suprema, l'Aytollah Alì Khamenei, che ha invocato la "vendetta divina" sull'Arabia Saudita ed ha scritto sul suo sito web: "Senza dubbio l'illegittimo spargimento di sangue di questo martire innocente (al-Nimr, giustiziato insieme a altre 46 persone definite 'terroriste', ndr) avrà un effetto rapido e la vendetta divina si abbatterà sui politici sauditi". L’ayatollah ha accusato il governo saudita di aver commesso un "errore politico", sottolineando che l'imam al-Nimr non aveva né invitato la gente ad armarsi, né aveva preparato complotti segreti: "L'unica cosa che ha fatto è stata quella di criticare pubblicamente il regime". E, rivolgendosi ai Paesi occidentali 'alleati' dell'Arabia Saudita, la guida suprema dell'Iran ha puntato il dito: "Perché non hanno detto nulla coloro che affermano di sostenere i diritti umani? Perché coloro che pretendono di sostenere la democrazia e la libertà supportano questo governo saudita?". Pesantissima poi la vignetta pubblicata sul suo sito - dal titolo 'Any differences? - in cui Riad viene paragonata all'Isis.

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