L'ondata di migranti: Svezia e Danimarca riavviano i controlli alle frontiere, Berlino preoccupata "Schengen è in pericolo"

. Esteri

Uno dei capisaldi dell'Unione Europea, la libera circolazione delle persone all'interno delle sue frontiere, è a rischio. L'Europa ha alzato i ponti levatoi di fronte al flusso incontrollato dei migranti e dei richiedenti asilo e anche paesi più aperti all'accoglienza come Danimarca e Svezia hanno deciso di sospendere, sia pure temporaneamente, il trattato di Schengen che appunto quella libera circolazione assicura. Berlino è preoccupata: "Schengen è a rischio" ha detto il portavoce del ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. "La libertà di movimento è un principio importante, uno dei risultati più grandi dell’Unione europea negli ultimi anni, ma è in pericolo a causa del flusso di profughi" ha aggiunto commentando il ripristino dei controlli alle frontiere deciso oggi dai governi di Danimarca e Svezia. Stoccolma, che pure ha ricevuto nell'ultimo anno 160.000 richieste d'asilo accogliendo poi decine di migliaia di profughi, ha reintrodotto i controlli di documenti alla frontiera con la Danimarca - cosa che non succedeva da mezzo secolo- che a sua volta li aveva riavviati al suo confine con la Germania, e che li manterrà almeno fino al 14 gennaio. Un'Europa che si chiude, anche se proprio il trattato di Schengen prevede la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne per motivi eccezionali e di durata temporanea: o per motivi di sicurezza o di ordine pubblico. La Svezia ha iniziato così a controllare i documenti dei viaggiatori provenienti dalla Danimarca provocando ritardi fino per treni e bus che attraversano il ponte Oresund, il più lungo d’Europa. Non ci sono stati invece controlli sul traffico privato. Come ha ricordato anche un portavoce del ministero dell'Interno tedesco. La stessa Germania a settembre aveva riavviato i controlli alla frontiera con l'Austria a seguito dell'enorme flusso di rifugiati diretti verso il nord Europa entrando dalla Turchia e proseguendo lungo la cosiddetta "rotta dei Balcani". Lo stesso portavoce del ministero dell'Interno di Berlino ha spiegato che ogni giorno tra i 100 e i 300 richiedenti asilo lasciano la Germania per dirigersi in Danimarca.

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