Affari per 17 miliardi e lotta al terrorismo nella visita di Rohani a Roma, la prima tappa in Europa dopo gli accordi di Vienna

. Esteri

Affari, tanti, e lotta al terrorismo nell'agenda della visita del presidente iraniano Hassan Rohani a Roma, la prima uscita di un capo del regime di Teheran in Europa dopo gli accordi di Vienna sul nucleare iraniano e la fine delle sanzioni verso Teheran. Erano vent'anni che un leader iraniano non visitava l'Italia e aver scelto Roma come prima uscita all'estero dopo gli "storici" accordi, che tra l'altro aprono l'affamato mercato iraniano alle grandi, medie e piccole imprese italiane, conferma la volontà dei due paesi di sviluppare le relazioni politiche ed economiche con rinnovato vigore. Rohani ha incontrato Mattarella al Quirinale e Renzi, nel tardo pomeriggio, in Campidoglio. Domani la visita in Vaticano e l'incontro con papa Francesco. Il presidente iraniano ha confermato a Mattarella l'interesse del suo Paese a stringere nuovi accordi economici, non solo con le grandi aziende italiane ma anche con le piccole e medie imprese che tanto interessano a Teheran. Si parla di accordi nel breve e medio termine per contratti di un valore totale pari a 17 miliardi di euro. Tra i settori portanti, oltre all'energia, anche le banche e le assicurazioni. "Contratti per un valore di 5,4 miliardi di dollari (5 miliardi di euro) sono pronti per investimenti con l'Italia nel settore minerario" ha confermato un portavoce della delegazione iraniana (sei ministri e 120 tra imprenditori e dirigenti di aziende pubbliche). Rohani e Mattarella si sono trovati d'accordo anche sulla necessità di rafforzare velocemente la cooperazione culturale e quella universitaria tra i due paesi. Il presidente iraniano infine ha confermato che il suo Paese sosterrà la candidatura dell'Italia per un seggio di membro non permanente alle Nazioni Unite. Poi il terrorismo e la lotta all'Isis: il terrorismo fondamentalista è "il problema numero uno che la Comunità internazionale ha di fronte e tutti si aspettano molto che l'Iran faccia sentire la sua influenza nella regione per combatterlo" ha detto Mattarella. "Per combattere efficacemente il terrorismo internazionale serve una grande coesione internazionale e tutti devono fare la loro parte fino in fondo, senza ambiguità" si è detto d'accordo Rohani. Incontrando il presidente iraniano Renzi a parlato di "amicizia storica" ra i due paesi che trova fondamento nelle relazioni culturali tra Roma e Teheran: "Sono un segno del nostro passato ma voglio pensare anche del nostro futuro". L'accordo sul nucleare ha segnato "un cambio di stagione straordinario", ha detto il premier italiano augurandosi che lo sforzo per l'intesa di Vienna "possa essere solo il primo passo per una nuova stagione di pace e prosperità, non solo in Iran ma in tutta la regione. Sono certo che Rohani potrà giocare un ruolo fondamentale nella stabilità dell'intera regione". Non è mancato da parte i Renzi un accenno al delicatissimo tema dei diritti umani, tallone d'Achille del regime iraniano che continua ad essere nel mirino di tutte le organizzazioni internazionali per l'alto numero di esecuzioni capitali e non solo. "Anche nei settori su cui sono più marcate le nostre distanze, come nel campo dei diritti umani  - ha sottolineato Renzi - abbiamo dimostrato di sapere dialogare e discutere". Forse un pò poco per Amnesty International ma la stabilità nella regione, avere l'Iran a fianco nella lotta all'Isis e 17 miliardi di contratti sono davvero tanta roba...

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