Chiudono le frontiere, Schengen addio o arrivederci? Problemi per l'Italia dalle "porte aperte"

. Esteri

E' stato l'olandese Klaas Dijkoff, che ospitava ad Amsterdam il vertice Ue, a dare l'annuncio che ha rotto gli indugi di mezza Europa: Germania (nonostante le recenti aperture della Merkel, sconfessata in casa sua), Svezia, Danimarca, Norvegia, Francia ed Austria,hanno deciso di tenere "blindati" i loro confini e tanto basta per comprendere come sarà difficile nei prossimi giorni per l'Europa che salvare i tratti di Schengen. E se sarà addio, o solo arrivederci tra due anni, saranno forse i fatti più delle parole a dirlo. Le conseguenze per l'Italia dalle"porte aperte" e peraltro molti difficili da  blindare, appaiono evidenti, tendo conto che nei prossimi mesi gli arrivi si intensificheranno. E i nuovi profughi rimarranno tutti "bloccati" nel nostro paese, senza escludere che dal  resto dell'Europa potrebbero arrivare anche un'ondata degli espulsi perché non in regola o semplicemente in sovrannumero rispetto a quanto stabilito. Ed Alfano che dice? "A tutti quelli che credono che per l'Italia la soluzione sia di chiudere Schengen, al di la' dei principi generali, dico: ma si rendono conto o no che non possiamo mettere il filo spinato nel mar Mediterraneo e nemmeno nell'Adriatico e che il danno economico sarebbe enorme? Il bivio dell'europa e' se andare vanti o stare indietro. Se rimane indietro non c'e' chance che il progetto di integrazione europea possa consolidarsi". Posizione anticipata dal premier Matteo Renzi, che aveva detto: "Mettere in discussione Schengen significa uccidere l'idea dell'Europa. Abbiamo lavorato per decenni per abbattere i muri, pensare oggi di ricostruirli significa tradire noi stessi". All'Italia non piace, e non poteva essere altrimenti,  la decisione prosa ieri dai ministri degli Interni della Ue di dare mandato alla Commissione di attivare l'articolo 26 del trattato di Schengen che prevede appunto la libertà di ripristinare i confini per due anni. Un po' come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, ma un modo pratico per alcuni paesi di mettersi al riparo da un'invasione, scaricandola pero' sugli altri, punti deboli anche geograficamente dello scacchiere europeo.  Schengen e' il nome della cittadina lussemburghese tra Francia e Germania dove venne firmato il trattato sulla libera circolazione nell'Europa a meta' degli anni ottanta, quando la grande migrazione dimessa non era neppure immaginabile.

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