L'allarme dell'Oms, il virus Zika è un'emergenza planetaria

. Esteri

L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato ufficialmente l'allarme: il virus Zika è un'emergenza planetaria e anche se al momento non è stata provato il collegamento causa-effetto tra l'influenza provocata dalle punture delle zanzare Aedes e migliaia di casi di microcefalia riscontrati nei feti, principalmente in Brasile e in America Latina, è bastato il 'forte sospetto' per indurre le autorità sanitarie a sollecitare la massima attenzione a livello globale. "Il virus Zika è un'emergenza internazionale di salute pubblica" ha deciso il comitato di esperti ell'Oms riunito a Ginevra in seduta straordinaria: "Serve uno sforzo internazionale contro il virus" ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione, Margaret Chan. L'ultima volta che era stata presa una decisione simile è stato nel 2014, poco dopo lo scoppio dell'epidemia di Ebola in Africa. La decisione - è stato spiegato - è stata presa con l'intento principale di tener alta la guardia e soprattutto guardando alle conseguenze che il virus, colpendo le donne in gravidanza, sembra avere sui feti in formazione. Il comitato, ha aggiunto Chan, non ritiene però al momento che ci siano le condizioni per chiedere restrizioni nei viaggi o nei commerci per prevenire la diffusione del virus. David Heymann, il capo del comitato di emergenza, ha spiegato che il virus da solo non sarebbe stato definito un'emergenza "perché per quanto ne sappiamo non causa condizioni cliniche gravi". "E' solo per questo possibile legame con la microcefalia - ha aggiunto - che abbiamo deciso di dichiararla emergenza internazionale, ma non sappiamo quanto ci vorrà per trovare il collegamento". Ciò che serve ora, ha detto Heymann, è "una sorveglianza standardizzata" e "intensificare la ricerca" sull'apparente legame fra infezione da virus Zika e microcefalia. Diversi paesi comunque, Italia compresa (dove sono stati registrati quattro casi nei mesi scorsi in soggetti che avevano visitato paesi del'America Latina, tutti ristabiliti) hanno iniziato a sconsigliare a donne in gravidanza o intenzionate ad avere un figlio a evitare viaggi in Brasile, dove il virus ha contagiato decine di migliaia di persone, nei Caraibi o in Centroamerica. Ventitre finora i paesi più o meno colpiti dalla diffusione del virus.

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