Torturato prima di morire, il giallo dello studente italiano trovato morto in Egitto. Frizione tra Roma e il Cairo

. Esteri

"Torturato prima di morire". Sarebbe stata una "morte lenta" -  secondo alcune fonti - quella del giovane ricercatore friulano Giulio Regeni il cui corpo è stato trovato ieri pomeriggio in un fosso ai lati della strada che dalla periferia della capitale egiziana porta ad Alessandria. Ma è giallo sulle cause della morte ed è già frizione tra Roma e il Cairo, con la convocazione alla Farnesina dell'ambasciatore egiziano al quale il governo italiano ha chiesto la "verità", cioè di far piena luce sulla tragedia, e con la richiesta precisa di avviare un'indagine congiunta: un modo per far capire alle autorità egiziane che l'Italia non si accontenterà di una verità preconfezionata (anche perchè finora le informazioni fornite da polizia e magistratura del Cairo sono contrastanti: c'è chi dice che Regeni sia stato torturato e chi invece parla di incidente stradale..). C'è il sospetto, non manifestato esplicitamente, che lo studente italiano sia finito per chissà quale motivo nelle mani dei servizi di sicurezza - per sbaglio o solo perchè straniero - che erano molto "attivi" il 25 gennaio - quando Giulio è scomparso improvvisamente - nel quinto anniversario della rivolta anti-Mubarak, un anniversario che il governo del presidente al-Sisi ha voluto tenere strettamente sotto controllo ordinando retate preventive. Studente modello, dottorando a Cambridge, Giulio stava lavorando ad una tesi sull'economia egiziana e si era trasferito al Cairo da settembre scorso. Quel 25 gennaio si stava recando ad una festa di compleanno di un amico, poi è scomparso. I genitori in cerca di notizie sono al Cairo da qualche giorno ed hanno bussato a tutte le porte non ricevendo nessuna risposta se non quella che Giulio non figurava arrestato o rinchiuso in qualche carcere. Ieri la tragica notizia. In attesa del riconoscimento ufficiale del corpo che si trova all'obitorio del Cairo, sono filtrate da varie fonti una serie di informazioni agghiaccianti: sul corpo di Giulio Regeni, nudo dalla cintola in giù, segni di coltellate sulle spalle, un orecchio mozzato, tagli sul naso, ustioni di sigarette sulle braccia, ecchimosi da pugno in faccia, tutti elementi che fanno pensare ad una "morte lenta", ha riferito il procuratore egiziano alla Associated Press. Ma il direttore dell'Amministrazione generale delle indagini di Giza sostiene che "le indagini preliminari parlano di un incidente stradale" e smentisce che il giovane italiano "sia stato raggiunto da colpi di arma da fuoco o sia stato accoltellato". 

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