Domani il corpo di Giulio a Roma, ci sarà una seconda autopsia. Alfano "L'Italia vuole la verità e al Sisi collaborerà"

. Esteri

Domani il corpo di Giulio Regeni, il ricercatore friulano trovato morto al Cairo martedi con il corpo segnato da torture, arriverà a Roma. La Procura della capitale che indaga per omicidio volontario ha disposto una seconda autopsia, dopo quella preliminare svoltasi nell'obitorio della capitale egiziana che avrebbe accertato come il ricercatore italiano, prima di essere abbandonato in un fosso lungo l'autostrada Cairo-Alessandria, sia stato torturato in mille modi e infine probabilmente ucciso con un colpo di un corpo contundente alla testa. l'Italia, ai massimi livelli - da Mattarella a Renzi a Gentiloni - ha chiesto all'Egitto la "verità" su questo omicidio. "E al Sisi collaborerà" ha promesso il ministro dell'Interno Alfano riferendosi al presidente egiziano che ha garantito l'impegno del Cairo per far luce sulla tragica fine del cittadino italiano."Noi abbiamo un solo obiettivo: la verità. Stanno partendo squadre di investigatori italiani per collaborare con la polizia egiziana e sono convinto che al Sisi non si sottrarrà alla collaborazione e che i buoni rapporti con l'Egitto siano un fluidificante che aiutino nella ricerca della verità" ha detto Alfano, al programma Agorà su Raitre. "Tutte le procedure saranno attivate - ha aggiunto - perché la giustizia sia severa con i responsabili". Regeni - sembra accertato che temesse per la sua incolumità - collaborava con uno pseudonimo al 'Manifesto' che oggi ha pubblicato in prima l'ultimo articolo inviato al quotidiano dal giovane universitario che era in Egitto per una ricerca sull'economia e sui sindacato del paese africano (pubblicazione avvenuta malgrado i genitori del giovane si fossero opposti). In questo giallo, smentita dalla nostra intelligence l'ipotesi avanzata da alcuni giornali di una collaborazione di Giulio Regeni con i nostri 007.

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