Giulio Regeni, l'Egitto respinge con fermezza le accuse. I genitori "Non temeva per la sua vita"

. Esteri

Giulio Regeni non aveva paura o meglio non temeva di potere essere ucciso. Ne sono sicuri papa' Claudio e mamma Paola che hanno parlato con il pm che indaga per omicidio volontario sulla morte del giovane ricercatore italiano. Giulio era si' consapevole di trovarsi in una situazione difficile ma non temeva per la propria incolumità'. Massima disponibilità e' stata data dalle autorità egiziane, ma il ministro della Sicurezza rispedisce al mittente per le accuse contro le forze di polizia per la morte del giovane 28enne. "Non e' mai stato arrestato. Vi sono troppe voci che insinuano il coinvolgimento delle forze di sicurezze nell'omicidio. Questo e' inaccettabile", le parole di Ghaffar. Questo e' inaccettabile, "non e' la nostra politica". Ancora: "Respingiamo ogni accusa, questi non sono i nostri metodi". Il responsabile della Sicurezza invita ad aspettare i risultati dell'autopsia. "Non bisogna anticipare conclusioni. Al momento tutte le verita' sono possibili". 

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