Mattarella e Obama, sforzi comuni per aiutare la Libia e sconfiggere l'Isis

. Esteri

Uno sforzo comune per aiutare la Libia a risollevarsi e per sconfiggere lo stato islamico che sta allungando i suoi tentacoli proprio nell'ex-colonia italiana. E poi la situazione in Siria e in Iraq e il problema gravissimo dei profughi che stanno invadendo l'Europa. Senza tralasciare le comuni preoccupazioni per il referendum di giugno sulla permanenza di Londra nell'Unione europea. Sono stati questi gli argomenti al centro del colloquio tra Barack Obama e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita negli Usa, oggi alla Casa Bianca. Un colloquio nello studio ovale che è stato estremamente cordiale: "La stretta collaborazione transatlantica ci consente oggi e ci consentirà di fronteggiare sfide nuove e di sconfiggere i nemici della pace e dei diritti umani" ha detto Mattarella. Obama gli ha fatto eco confermando lo strettissimo legame tra Usa e Italia e sottolineando tra l'altro la necessaria collaborazione sulla questione libica, argomento che sta particolarmente a cuore alla delegazione italiana intenzionata ad ottenere dagli Usa e dalla comunità internazionale, una volta formato il nuovo quadro istituzionale a Tripoli, il riconoscimento per l'Italia di una leadership nelle iniziative che verranno intraprese nel paese africano. "Abbiamo parlato degli sforzi congiunti per aiutare la Libia a formare un governo che permetterà alle loro forze di sicurezza di stabilizzare il loro territorio e neutralizzare l’Isis" ha detto il presidente americano guardandosi bene dal parlare di raid aerei e di impiego di militari su quel territorio. Obama, parlando poi del ruolo che l'Italia può svolgere e sta svolgendo nella lotta all'Isis in Siria  in Iraq, ha ringraziato il nostro paese per l'impegno a rafforzare la zona di Mosul e proteggere la diga nel nord dell'Iraq. "Abbiamo parlato a lungo del problema dei profughi e dei migranti che ha un impatto terribile sull’Europa e sull’Italia in particolare. Per gli Usa questo non è un problema solo dell’Europa ma un problema globale che mette sotto pressione gli Usa e il rapporto transatlantico" ha detto Obama sottolineando che serve "una collaborazione Europa-Nato per smantellare le reti di traffico di esseri umani". E senza escludere l'ipotesi di un aiuto delle navi americane nelle operazioni di soccorso ai profughi e contro gli scafisti.

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