Le bombe non si fermano: aerei siriani e russi colpiscono due ospedali, 23 morti

. Esteri

Le bombe in Siria non si fermano. L'accordo di Monaco sul cessate il fuoco nel martoriato paese mediorientale dove tutti combattono contro tutti non ha trovato ancora nessuna applicazione, malgrado la telefonata di ieri tra Putin e Obama, e la gente continua a morire anche se ricoverata in ospedale. Come è successo oggi: una struttura sanitaria gestita da Médecins Sans Frontières (Msf) nel nord della Siria è stata colpita da un raid aereo russo (9 vittime) e un altro ospedale sempre nel nord del paese, ad Azaz vicino Aleppo, è stato bombardato dagli aerei dell'aviazione di Assad (14 morti). Lo riferisce la tv al Jazeera. Msf conferma la "distruzione totale" dell'ospedale di Maarrat Numan, a Idlib, senza fornire un bilancio delle vittime ma parlando di otto membri del personale dispersi. "Sembra essere stato un attacco deliberato contro una struttura sanitaria, e lo condanniamo nel modo più fermo possibile" ha detto Massimiliano Rebaudengo, capo delle operazioni di Msf in Siria. La struttura sanitaria aveva 30 posti letto e 54 operatori medici e paramedici ed offriva assistenza a una popolazione di 40.000 persone. Non si vedono spiragli. La battaglia intorno ad Aleppo continua feroce e Mosca ha fatto sapere che la Russia continuerà a bombardare la zona circostante Aleppo "anche se si dovesse arrivare ad un accordo sul cessate il fuoco".

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