Giulio Regeni semplice ricercatore o spia, forse a sua insaputa?

. Esteri

Si infittisce il giallo sull'assassinio di Giulio Regeni. Che sta, via via, assumendo i contorni di una spy story internazionale. Con tanti attori ma ancora senza nessun colpevole ufficiale. Anche se sotto accusa rimangano al momento i servizi di Al Sisi. Che pero' smentiscono in modo categorico: "Regeni non e' stata mai da noi arrestato". Sicuramente l'attività di studio del giovane italiano era border line, per le sue frequentazioni con attivisti sindacali e non anti regime. Tutti meticolosamente catalogati dal ricercatore, con tanto di indirizzi e numeri di telefono. Un mondo in cui si muove un po' di tutto, comprese le intelligence di altri paesi, interessati all'evolversi della situazione in Egitto. Ora si apprende che oltre a lavorare per un'università britannica, Regeni lavoro' nel passato per un'agenzia di intelligence. Si tratta della Oxford Analytica, azienda fondata da un ex funzionario americano, implicato nel famoso scandalo Watergate, che porto' alle dimissioni del presidente Richard Nixon. Lo scrive il quotidiano la Stampa. Oggi i suoi ex colleghi ed amici della Oxford Analytica sono tra i promotori di una petizione che chiede al governo britannico di fare pressione sulle autorità egiziane che indagano sulla vicenda. "Giulio era un collega fantastico, socievole, divertente, ci manca molto", ricorda Ram Mashru, altro giovane talento che divideva con Giulio la sua stanza presso la Oxford Analytica. Aggiungendo: "Era estremamente cauto nel condurre il suo lavoro. Certo c'e'sempre la possibilità che abbia attirato l'attenzione di qualche gruppo pericoloso, ma da quanto sappiamo Giulio non si comportava in maniera sventata o negligente". La Oxford Analytic e' una sorta di intelligence privata. Il gruppo analizza tendenze politiche ed economiche su scala mondiale per enti privati, agenzie e ben cinquanta governi. Una specie di privatizzazione di altissimo livello della raccolta di intelligence. Con scopi di lucro e non certo umanitari. Promette "actionable intelligence".  informazioni su cui si possa agire, senza ideologie o inclinazioni politiche. Una domanda alla quale dovranno rispondere gli inquirenti e' se Regeni fosse pagato per il suo lavoro e le sue informazioni, ed eventualmente da chi.  La famiglia Regeni ha pero' escluso qualsiasi legame del figlio con l'intelligence sme tendo "categoricamente ed inequivocabilmente che Giulio sia stato un agente o un collaboratore di qualsiasi servizio segreto, italiano o straniero". Potrebbe anche essere che il giovane fornisse informazioni delicate, pensando che servissero solo per un'attività di ricerca e che invece fossero usate in tutt'altro modo. Insomma una sorta di spia senza sapere di esserlo. Oppure ancora potrebbe essere entrato nel mirino anche di qualche suo "amico" che lo sospettava di spionaggio e di rivelare segreti in grado di danneggiare organizzazioni anti regime. Sono ancora molte le domande aperte mentre continuano i depistaggi. Ma la sensazione in Egitto e' che alla fine la verita' sarà accertata, anche se dovesse essere scomoda per Al Sisi.

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