Giulio Regeni: fonti egiziane, ucciso da agenti della Fratellanza musulmana per screditare il governo del Cairo

. Esteri

Giulio Regeni preso e ucciso dai Fratelli musulmani per screditare al-Sisi? E' l'ultima ipotesi sulla tragica fine del ricercatore italiano ed è stata avanzata da fonti egiziane. Presto per sapere se si tratta di una pista concreta seguita dagli investigatori o di un'altra verità di comodo. L'indiscrezione - perchè di questo si tratta - è che Giulio "sarebbe stato ucciso da agenti segreti sotto copertura, molto probabilmente appartenenti alla confraternita terrorista dei Fratelli musulmani, per imbarazzare il governo egiziano". E' ciò che scrive il quotidiano online filo-governativo egiziano 'AlYoum7' - lo stesso che aveva pubblicato l'intervista all'alto dirigente di polizia del Cairo che parlava di incidente stradale -  citando fonti vicine alla procura egiziana che indaga sul caso. Le stesse fonti, sempre secondo il quotidiano, sostengono che "il procuratore egiziano e la sua controparte italiana stanno raccogliendo tutti gli elementi possibili per individuare l'autore del crimine". La svolta, se di svolta si tratta, non è stata comunque comunicata alla task force di investigatori italiani al Cairo che continua a trovare difficoltà nel suo lavoro. Sembra accertato invece che la procura di Giza abbia ricevuto il rapporto sull'autopsia effettuata sul corpo di Giulio Regeni e quello degli operatori delle telecomunicazioni sulle chiamate di entrata e in uscita del cellulare del ricercatore italiano prima della sua scomparsa. Sempre secondo il quotidiano filo-governativo i "servizi della sicurezza e le varie autorità competenti stanno intensificando gli sforzi e raccogliendo tutti gli elementi possibili per giungere a capire quanto accaduto e chiarirne la dinamica". Quanto alle illazioni sui presunti rapporti di Regeni con l'intelligence italiana - smentiti con forza dalla famiglia del giovane - o ad una sua strumentalizzazione da parte di servizi stranieri, il direttore dell'Aise Aberto Manenti, sentito oggi dal Comitato di controllo sui servizi segreti, ha confermato che "nessun rapporto" c’è mai stato tra il giovane e l’Agenzia. Il resto sono solo voci non verificate e anche la possibilità che Regeni sia caduto in un "gioco di spie" messo in moto da altri Governi non è al momento suffragata da fatti certi.  

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