"Status speciale per Londra" per un'Europa Arlecchino che all'Italia toglie il pomodoro San Marzano

. Esteri

Accordo, faticoso, sulla Brexiti, ovvero sulla minacciata uscita della Gran Bretagna dall'Europa. Sulla quale si terra' comunque un referendum popolare a giugno. Con pero' da ora il premier, il conservatore, David Cameron, la famiglia reale e l'alta finanza schierati per la permanenza in Europa. Che a questo punto appare quasi scontata. A quale prezzo? Con un Europa che tra deroghe e concessioni veste sempre di più i panni di Arlecchino. Da una parte si impegna in regole e regolate, che appaiono secondarie, ma che invece incidono e come nella vita dei singoli paesi. Come dichiarare possibile ovunque in Europa, anche nelle gelide terre del Nord, la coltivazione del pomodoro con la dicitura di San Marzano e contemporaneamente consentire che in paese membro si possa continuare guidare a sinistra ed ad usare la sterlina. L' accordo di ieri e' un successo per Cameron e prevede numerosi vantaggi per i britannici e limitazioni al welfare per gli immigrati. La Gran Bretagna potrà attivare per 7 anni il "freno di emergenza" per l'accesso ai benefici del welfare, sanità compresa, ai migranti.  Sulla governance economica, quella che più gli interessava, Cameron ha incassato tutte le sue richieste facendo pesare il ruolo economico di Londra. Banche e sovranità sono i punti fondamentali del compromesso. E' stato enunciato il "mutuo rispetto e la sincera collaborazione" tra i paesi  dell'Eurozona e quelli che non hanno adottato la moneta unica. Ma viene anche stabilito che le misure adottate in caso di emergenza o di crisi per garantire la stabilita' dell'Eurozona non devono comportare un coinvolgimento finanziario da parte dei paesi non euro o che non partecipano all'Unione bancaria. Tradotto se dovessero saltare delle banche in Europa, Londra se ne lava le mani e naturalmente, anche se non detto, viceversa. Comunque un aggancio di Londra con l'Europa, che poi vuole dire l'asse Berlino-Parigi, rimane. Le Authority europee di controllo continueranno ad avere competenze anche sulla City. Viene infine definita la competitività stabilendo come "obiettivo essenziale" dell'Europa la creazione di un mercato interno in cui la libera circolazione dei beni, delle persone e dei capitali "sia assicurata". Per raggiungere questo scopo deve aumentare la "competitività". E' dunque necessario procedere  verso una migliore regolamentazione, con una riduzione dl fardello burocratico che vuole dire anche riduzione dei costi amministrativi soprattutto per le piccole e medie imprese. 

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