Due tecnici italiani uccisi in Libia, l'Isis li avrebbe usati come 'scudi umani' a Sabrata

. Esteri

Una tragica notizia dalla Libia, proprio mentre sta prendendo corpo l'ipotesi di una missione militare internazionale a guida italiana nel paese africano in funzione anti-Isis. Due civili italiani sono stati uccisi a Sabrata, durante gli scontri tra jihadisti dello stato islamico e milizie islamiste del governo di Tripoli che hanno strappato la città agli uomini del Califfo. I jihadisti, secondo un testimone, avrebbero usato i civili italiani come 'scudi umani'. Ne da' notizia la Farnesina secondo cui le vittime potrebbero essere - il condizionale è d'obbligo perchè i corpi non sono stati ancora consegnati alle autorità italiane   - Fausto Piano, 61 anni, e Salvatore Failla, 47 anni (nella foto i primi due da sinistra) due dei tecnici della società di costruzione Bonatti rapiti in Libia nel luglio 2015 insieme ad altri due colleghi di cui non si hanno notizie. La nota del ministeo degli Esteri: "Relativamente alla diffusione di alcune immagini di vittime di sparatoria nella regione di Sabrata in Libia, apparentemente riconducibili a occidentali, la Farnesina informa che da tali immagini e tuttora in assenza della disponibilità dei corpi, potrebbe trattarsi di due dei quattro italiani, dipendenti della Bonatti e precisamente Fausto Piano e Salvatore Failla. Al riguardo - dice la nota - la Farnesina ha già informato i familiari. Sono in corso verifiche rese difficili, come detto, dalla non disponibilità dei corpi".

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Un testimone libico, rientrato a Tunisi da Sabrata, riferisce all'ANSA che i due ostaggi italiani "sono stati usati come scudi umani" dai jihadisti dell'Isis, e sarebbero morti "negli scontri" con le milizie di ieri a sud della città, nei pressi di Surman.

 



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