Trump populista un po' peronista, a mezza via tra Berlusconi e Grillo per alcuni italiani. Copertina Time, da bullo e demagogo a presidente?

. Esteri

Donald Trump che vinca o che perda e' la vera sorpresa di queste elezioni, che nei pronostici sballati di commentatori ed opinionisti Usa avrebbero dovute avviarsi alla premiazione di una delle due monarchie di quel paese, quasi un diritto ereditario. O Hillary Clinton o Jeb Busch. Ed invece e' spuntato fuori questo miliardario, che qualcuno pensa anche che non sia poi così ricco, a rompere le uova nel paniere a tutto l'establishment sia democratico che repubblicano, che piangono insieme commossi per quali potrebbero essere le sorti della più antica democrazia del mondo. Ed in molti tra gli intellettuali sia di destra che di sinistra sono costretti al mea culpa per non avere preso sul serio il fenomeno Trump, ma soprattutto per non avere capito cosa stava bollendo nel pentolone del malessere sociale del ceto medio americano, schiacciato dalla globalizzazione e dalla rivoluzione tecnologica. Trump parla alla pancia degli americani e per questo gli viene dato del populista: C'e' chi l'ha paragonato a Mussolini e lui ci ha giocato su citando una celebre fase del Duce. C'e' in Italia chi dice che sia una via di mezzo tra Berlusconi e Grillo. Ma per la sinistra un Grillo di destra sarebbe solo un fascista. Il fatto e' che Trump e' Trump, magari con un vago richiamo al peronismo. Infatti i ceti borghesi sono contro di lui che miete invece consensi nelle fasce più basse ed in quelle medie, che più hanno pagato la crisi di questi ultimi anni. Trump non si fa problemi a demolire i cardini ideologici della vecchia destra promettendo più tasse per i ricchi, sgravi per i poveri e protezionismo commerciale, mentre sulle questioni bioetiche, dall'aborto ai matrimoni gay e' piu' vicino ai liberal di sinistra che ai conservatori religiosi. Può ridurre il vetusto "Grand Old Party" ad un cumulo di macerie. Non si parla che di lui, tutto il resto e' noia. Il prestigioso Time gli ha dedicato la copertina. Un primo piano del candidato alla presidenza con il suo ciuffo biondo. Sulla faccia quattro box spuntati (cioè già le "doti" già mostrate): bullo, showman, guastafeste e demagogo. Un quinto box risulta invece vuoto  ed e' quello che riporta la dicitura "45esimo presidente degli Stati Uniti". Ma se davvero dovesse essere così in molti annunciano tempeste che poi magari non arriveranno, perché si sa quando uno vince cambiano tante cose e sono in molti a salire sul carro. Tutto il mondo e' paese….C'e' chi ipotizza addirittura una rivolta dell'esercito per non obbedire ad ordini sgraditi e c'e' chi invita il Congresso  sia la parte democratica che quella democratica a bloccare i suoi atti ed appena possibile ricorrere all'impeachement. Intanto Trump se la ride e vuole la nomination repubblicana per potersela giocare con Hillary. Per ora viene dato battuto dai sondaggi, ma ogni giorno che passa guadagna qualche punto. E se poi dovesse arrivare il terzo incomodo, l'altro miliardario, Bloomberg come indipendente, potrebbe avere ancora più chance per la Casa Bianca. Perché l'elettorato di Bloomberg e' più simile a quello della Clinton che non al suo. 

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