Libia, il giallo degli italiani. Problemi per il rientro: "Domani" dice Tripoli. La moglie di Failla accusa "Liberazione pagata col sangue di mio marito"

. Esteri

Problemi per il rientro immediato in Italia di Filippo Calcagno e Gino Pollicardo, i due tecnici della Bonatti liberati ieri a Sabrata. Una trattativa è in corso e dovrebbero rientrare domani. Erano stati rapiti l'estate scorsa insieme ai due colleghi Fausto Piano e Salvatore Failla, rimasti uccisi in uno scontro a fuoco tra jihadisti vicini all'Isis e milizie di Tripoli, sempre a Sabrata, anche se questa versione necessita di conferme ed è uno dei tanti misteri che circondano la vicenda. "I due tecnici italiani torneranno a ore" aveva detto Matteo Renzi nella sua e-news stamane (e a Ciampino era tutto pronto per accogliere stasera il piccolo aereo che l'Italia ha mandato in Libia a prenderli). Poi lo stop da Tripoli: "Torneranno domani dopo una conferenza stampa con particolari sulla loro liberazione". Particolari che potrebbero far luce sia sulla morte di Failla e Piano - si attende anche il rientro dei due corpi - sia sulle circostanze che hanno portato alla liberazione di Calcagno e Pollicardo: sono stati lasciati liberi dai loro sequestratori? Si sono liberati da soli fuggendo dalla prigione in cui erano rinchiusi? E' stato un blitz delle milizie di Tripoli? E, comunque, è stato pagato o no un riscatto? Intanto Rosalba Failla, moglie di Salvatore, uno dei due tecnici italiani uccisi, ha attaccato lo stato italiano accusandolo di aver fallito: "Lo Stato italiano ha fallito: la liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito" ha detto attraverso il suo legale, Francesco Caroleo Grimaldi. "Se lo Stato non è stato capace di riportarmelo vivo - ha aggiunto la signora Failla- ora almeno non lo faccia toccare in Libia, non voglio che l'autopsia venga fatta lì".  Secondo la vedova del tecnico ucciso la salma del marito "la stanno trattando come carne da macello. Nessuno, tra questi che stanno esultando per la liberazione ha avuto il coraggio di telefonarmi". E ribadisce: "Voglio che il corpo rientri integro e che l'autopsia venga fatta in Italia".

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