La Macedonia sigilla i confini con la Grecia, chiusa la 'rotta dei Balcani'. E i 15.000 di Idomeni?

. Esteri

La Macedonia ha sigillato oggi i suoi confini con la Grecia e ha chiuso in pratica la 'rotta dei Balcani', la strada che migliaia di migranti provenienti da Iraq, Siria e Afghanistan percorrevano e stanno ancora percorrendo, via Turchia-Mar Egeo-Grecia, per entrare in Europa. Un'Europa che si chiude come una fortezza ed è ancora incapace di gestire l'esplosivo problema dell'immigrazione come dimostra il tira e molla con Ankara. Si fa così ancora più drammatica la condizione dei 15.000 profughi ospitati nel campo d'accoglienza - si fa per dire - di Idomeni, l'ultima sosta per questi disperati in territorio ellenico. Aspettavano una risposta dal vertice Ue di Bruxelles, che non è venuta. Ora cosa faranno? E come potrà la Grecia far fronte da oggi a una presenza che si ingigantisce ogni giorno di più e ad una pressione migratoria che non accenna a diminuire dal momento che nessuno a Idomeni vuole o può tornare indietro? E per tornare dove, poi? Ma la Macedonia ha deciso: ha chiuso ai migranti e dalla mezzanotte non accetta più profughi nel centro di accoglienza di Gevgelija. Le autorità a Skopje hanno spiegato che ciò fa seguito alle decisioni di Slovenia, Croazia e Serbia di non accettare più migranti senza documenti validi e di ripristinare il regime delle regole Schengen. Nessun migrante è entrato in Macedonia dalla Grecia nelle ultime ore.
   

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