Angela Merkel dopo il flop: non fa retromarcia sui migranti e sfida la Petry "Avanti con tutte le forze"

. Esteri

Angela Merkel accusa il flop di ieri nelle elezioni regionali ma non intende fare dietrofront sulla politica di accoglienza ai migranti. Il giorno dopo la sconfitta della Cdu e dell'alleato nazionale Spd, uscito con le ossa ancora più rotte dal voto in tre importanti Laender, la cancelliera - che ha parlato di un giorno "triste" per il suo partito - fa sapere che il governo tedesco proseguirà la sua politica sui profughi "con tutte le forze, dentro e fuori il paese". Una sfida politica al vero vincitore delle Regionali, il partito di destra populista e anti-immigrati Alternative fur Deutschland (AfD) guidato da Frauke Petry, che oggi è raggiante soprattutto per il risultato in Sassonia (ex-Germania Est) dove ha incassato un imprevedible e clamoroso 24%. Ma una sfida anche a quei tedeschi che le hanno voltato le spalle, a lei come ai suoi alleati di governo, convinti che Frau Angela così sarebbe stata indotta a fare retromarcia sulla politica di accoglienza ai migranti che ha portato in Germania un milione di profughi nel 2015. Niente da fare: la Cancelliera tira dritto e non intende darla vinta all'AfD anche se, il giorno dopo il flop, sposta l'attenzione sull'Europa sostenendo che "l’obiettivo deve essere una soluzione comune europea, che porti a ridurre visibilmente i profughi in tutti i paesi membri". Insomma, puntualizza la Cancelliera, il problema profughi va affrontato - e risolto - tutti insieme, non solo dalla Germania.

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