Hillary e Trump verso la nomination dopo il 'mega-martedì'', il miliardario avverte il partito "Ci saranno scontri se me la negano"

. Esteri

Dopo il nuovo super-martedì' in cinque stati Hillary Clinton e Donald Trump volano a gonfie vele verso la nomination per la Casa Bianca nei rispettivi campi. Tra i democratici più travolgente la vittoria dell'ex-first  lady negli stati interessati alle primarie: ha ormai quasi il triplo dei delegati (ne servono 2383 per la nomination) rispetto all'unico avversario, Bernie Sanders, che però non molla, anche dopo la sconfitta in Florida. Anche Trump ha vinto in Florida - uno stato 'pesante' che assegna 99 delegati - costringendo alla resa Marco Rubio che ha perso nel 'suo' stato ed ha annunciato il ritiro dalla corsa tra i candidati repubblicani attribuendo la sconfitta allo 'tsunami' in atto nella politica Usa che nessuno aveva previsto, e quindi tutti avevano sottovalutato. A far ancora un pò d'ombra al miliardario newyorchese solo John Kasich, il governatore dell'Ohio, che ha vinto nel suo stato e ora spera di rimanere l'unica alternativa in lizza contro Trump. Il suo obiettivo è arrivare alla convention di luglio del Grand Old Party, una convention incerta, con un Trump senza il quorum di delegati necessari per l'incoronazione e quindi raccogliere intorno al suo nome tutto lo scontento di un partito spaventato dalle uscite del focoso e imprevedibile tycoon. Ma Trump va avanti come un treno ed è sicuro di conquistare il numero di delegati necessari per la nomination (1237). E si permette di avvertire, minaccioso, l'establishment repubblicano: "Ci saranno scontri se dovessi conquistare il numero dei delegati per ottenere la nomination e il partito me la negasse" ha detto ala Cnn. 

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