Migranti, c'è l'accordo Ue-Turchia: per 6 miliardi Ankara si riprende gli 'irregolari'. Rimpatri al via da domenica

. Esteri

Per 3 miliardi di euro (ma alla fine saranno 6) la Turchia si è impegnata con l'Ue a riprendersi tutti gli immigranti 'irregolari' in viaggio verso le isole greche. Per ogni rifugiato ripreso dalla Turchia, Ankara manderà in Europa un profugo siriano 'regolare', secondo il criterio 'uno a uno'. Da parte sua l'Europa si impegna a procedere ai ricollocamenti dei rifugiati che si trovano già nei campi d'accoglienza in Grecia e ad accelerare (ma senza esagerare...) la discussione per l'adesione della Turchia all'Unione. E' questo in sintesi l'accordo raggiunto a Bruxelles tra i 28 capi di stato e di governo dell'Unione e il primo ministro turco Ahmet Davutoglu (che ha parlato di "giorno storico"). L'accordo tra Ue e Turchia è stato adottato all'unanimità, ha annunciato su Twitter il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. A partire dal 20 marzo, inizieranno le procedure affinché tornino in Turchia tutti i migranti irregolari in viaggio verso le isole greche. Ma i ritorni veri e propri "cominceranno a partire dal 4 aprile", ha chiarito Angela Merkek che ha anche precisato come sui ricollocamenti dei migranti in Europa solo Ungheria e Slovacchia si sono dette contrarie. Soddisfazione per l'accordo in attesa di vedere i fatti anche da parte di Matteo Renzi "L'accordo raggiunto rispetta i requisiti che ci eravamo dati c'è un esplicito riferimento ai diritti umani, alla libertà di stampa e quei valori fondanti dell'Europa. La nostra posizione era sì all'accordo, ma non a tutti i costi, abbiamo ottenuto questo principio, adesso vedremo di lavorare per fare in modo che tutto vada nel miglior modo possibile. Alle parole ora devono seguire i fatti". Nell'accordo c'e' anche un esplicito riferimento alla Libia e all'Africa, cosa che interessava particolarmente l'Italia, un riferimento - ha spiegato Renzi -  "che noi abbiamo messo al centro come priorità assoluta, in termini di cooperazione internazionale: se vogliamo aiutarli a casa loro, dobbiamo capire che la strada è quella della cooperazione". E ha concluso: "L'accordo con la Turchia è frutto di un lungo negoziato, vedremo se sarà applicato, l'auspicio naturalmente è tutto. Lo stesso approccio dovrà valere con i paesi del Nord Africa".

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