La 'guerra santa' nel cuore dell'Europa, kamikaze e bombe a Bruxelles in aeroporto e metro, 26 morti. Débacle dell'intelligence

. Esteri

La 'guerra santa' nel cuore dell'Europa: una serie di attentanti di matrice jihadista - evidente 'vendetta' dei terroristi islamici all'arresto di Abdeslam Salah, e comunque un'altra débacle dell'intelligence  - ha colpito stamane Bruxelles e la capitale belga è ripiombata nel clima di terrore che la paralizzò il 13 novembre dopo le stragi di Parigi. Due esplosioni pochi minuti prima delle 8 all'aeroporto internazionale di Zaventen, davanti ai banchi delle partenze dell'American Airlines per gli Usa, forse due kamikaze, hanno seminato distruzione e provocato morti e feriti  E altre due esplosioni pochi minuti dopo, forse bombe fatte esplodere a distanza, nella Metro alle fermate di Maalbek e Schumann, a due passi dal palazzo della Commissione europea. Il bilancio della doppia serie di attentati è drammatico e, purtroppo, ancora provvisorio: almeno 26 morti e decine di feriti. L'aeroporto è stato chiuso, con ripercussioni sui cieli di mezza Europa, e migliaia di passeggeri sono bloccati al'interno in preda al terrore; così come il tratto centrale della metro: treni bloccati e stazioni evacuate. La città, capitale del Belgio e dell'Europa, è semi-paralizzata 48 ore dopo l'arresto di Abdeslam Salah a Molleenbek. Le autorità hanno elevato lo stato d'allerta al massimo grado, quattro su quattro, e invitato i cittadini a non muoversi di casa, come avvenne subito dopo le stragi di Parigi. Il governo federale belga è riunito in emergenza e lo stesso avviene  Parigi su decisione di Hollande. Anche in Italia elevato il livello di allarme, riunito al Viminale il comitato per la sicurezza.

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