Bruxelles, trovato testamento audio di un kamikaze "Non voglio finire in cella con Salah" e "non so cosa fare, sono nel panico"

. Esteri

"Non voglio finire in cella con Salah", e' una delle frasi trovate in una sorta di video testamento di Brahim El Barakoui, uno dei due fratelli kamikaze, quello che si e'  fatto esplodere all'aeroporto. Questo messaggio dimostra il collegamento diretto tra gli attentati di Parigi e di Bruxelles, perché prova i rapporti tra i due fratelli e Salah. Anche se il tenore delle parole di Brahim fanno pensare a rapporti non certo buoni con Salah. Ma nel testamento si avvertono anche molti dubbi del terrorista sulla sua azione suicida "mi devo sbrigare, non so che fare, non sono più sicuro, sono ricercato ovunque. Sono nel panico". Tutto lo sfogo del kamikaze era contenuto in un computer trovato durante le operazioni di perquisizione condotte a Schaerbeek, nella casa-covo, dove la polizia ha rinvenuto anche 15 chili di esplosivo, acetone, acqua ossigenata e chiodi. Smentite invece le voci che parlavano del ritrovamento nell'aeroporto di armi da guerra. La perquisizione del covo e' stata resa possibile da un tassista, che aveva accompagnato allo scalo aereo i due fratelli e che li aveva poi riconosciuti dalle foto. Si e' presentato alla polizia, che si e' potuta recare all'indirizzo dove l'uomo aveva prelevato i due scomodi clienti. Entrambi risultano avere precedenti penali e si si sarebbero anche adoperati per affitarare vari covi, da quello di Salh all'appartamento a Charleroi, utilizzato dai terroristi dopo la strage di Parigi. Brahim nel 2010 fu condannato per uno scontro a fuoco con la polizia a colpi di kalashnikov e aveva condanne a 9 anni per rapina. Come faceva ad essere libero e circolare tranquillamente per Bruxelles e non solo? 

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