Regeni, lo sfogo dei familiari "Basta depistaggi infamanti". Renzi è con loro "No a verità di comodo"

. Esteri

"Depistaggi infamanti, basta!" dicono i familiari di Giulio Regeni, ucciso al Cairo dopo atroci torture, davanti all'ultima 'verità scodellata dalle autorità egiziane sulla morte del giovane ricercatore friulano che ripropone la pista della criminalità comune. In Italia è un coro di rabbia: la storia di una banda di sequestratori di stranieri non regge per mille motivi. Che interesse avevano i presunti sequestratori a conservare i documenti di Giulio? E perchè ucciderlo dopo averlo torturato se miravano ad un riscatto? Alcuni degli oggetti 'ritrovati' poi nel covo dei malviventi - tutti uccisi dalla polizia e quindi nessun testimone - non appartenevano al ricercatore italiano, come la borsa con il tricolore o gli occhiali. E Matteo Renzi è il primo a schierarsi tra chi dubita fortemente dell'ennesima versione egiziana. Lo fa nella sua e-news, dicendo basta alle prese in giro: "L'Italia non si accontenterà di nessuna verità di comodo. Consideriamo un passo in avanti importante il fatto che le autorità egiziane abbiano accettato di collaborare e che i magistrati locali siano in coordinamento con i nostri. Ma proprio per questo potremo fermarci solo davanti alla verità. Non ci servirà a restituire Giulio alla sua vita. Ma lo dobbiamo a quella famiglia. E, se mi permettete, lo dobbiamo a tutti noi e alla nostra dignità". L'indignazione dei familiari di Giulio è veemente: "Credo che il nostro sgomento sia quello dell'Italia intera, rispetto a infamanti depistaggi che si susseguono in questi giorni" ha detto l'avvocato della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, ai microfoni di Radio 1 Rai. "La cosa che ci ha colpito di più - ha proseguito il legale - è l'insulto, la mancanza di rispetto non solo nei confronti di Giulio ma di tutto il Paese, delle istituzioni, come se potessimo accontentarci di queste menzogne". "Allo sgomento - ha concluso il legale - si unisce la soddisfazione e la fierezza di essere italiani e di avere il sostegno delle istituzioni, delle tante associazioni umanitarie e soprattutto dei cittadini. Questo - ha concluso Ballerini - per la famiglia di Giulio è molto importante". "L'ennesima versione dei fatti sull'omicidio di Giulio Regeni è scoraggiante e getta un'ombra sul rigore delle indagini svolte in Egitto" scrive in un tweet la presidente della Camera Laura Boldrini. E critica verso il Cairo è anche la Procura di Roma ritenendo che gli elementi finora comunicati dalla Procura egiziana al team di investigatori italiani presenti al Cairo non siano idonei per fare chiarezza sulla morte di Giulio Regeni e per identificare i responsabili dell'omicidio" afferma il procuratore Giuseppe Pignatone. La Procura di Roma, aggiunge Pignatone, ritiene "quindi necessario che le indagini proseguano, come del resto si evince dal comunicato appena diramato dal ministero dell'Interno egiziano" e "rimane in attesa che la Procura generale del Cairo trasmetta le informazioni e gli atti, da tempo richiesti e sollecitati, e altri che verranno richiesti al più presto in relazione a quanto prospettato ai nostri investigatori".

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