Assad si riprende Palmira, inesorabile declino dell'Isis che risponde con il terrorismo

. Esteri

L'esercito siriano di Assad riconquista la zona archeologica di Palmira, patrimonio dell'Unesco, che era stata presa dall'Isis nel maggio del 2015 insieme alla parte moderna della città. Ora un team di archeologici si occuperà del restauro. L'esercito deve rimuovere bombe e mine, piazzate dagli jihadisti prima della fuga. Assad deve ringraziare Putin se e' riuscito a portare in porto vittoriosamente la sua controffensiva. Ma il problema per l'Isis e' che sta morendo o quasi, sta inesorabilmente passando di sconfitta in sconfitta. Se il 2014 e' stato per il Califfato un anno di successi poi e' cominciato il declino. E con il nuovo anno sono arrivate solo nuove sconfitte, l'ultima quella di Palmira. Anche a Raqqa l'Isis e' in difficoltà ed ha dovuto ridurre gli stipendi e razionare il pane. Ma allora perché continuiamo ad immagine un Califfato forte? E' per merito della sua trappola illusionistica, abilmente giostrata dalla propaganda. Ad ogni sconfitta l'Isis cerca di rispondere con un attentato, sul terreno del nemico, come una sorta di occhio per occhio. Lo scopo dell'Isis e' duplice, spaventare l'occidente, cercando di convincerne i governi ad abbandonare la guerra contro i terroristi e dall'altra fare una sorta di reclutamento, una chiamata alle armi per i giovani musulmani. L'Isis sa bene che una bomba a Bruxelles o a Parigi vale più di tante vittorie sul campo. Ma sa anche bene che se continueranno le sconfitte inevitabilmente si spegnerà anche la spinta terroristica.

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