Supertuesday: Trump fa l'en plein, Clinton il poker. Nomination in tasca, saranno loro due a giocarsi la Casa Bianca

. Esteri

Donald Trump fa l'en plein, Hillary Clinton il poker. Sembra fatta e gli osservatori sono concordi: a meno di colpi di scena - come le ultime mosse del partito repubblicano nei confronti del non amato miliardario newyorchese - saranno loro due, con la nomination quasi in tasca, a vedersela per la Casa Bianca a novembre. Nel supertuesday delle primarie in cinque Stati del nordest americano (Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania e Rhode Island) in campo repubblicano il tycoon ha fatto subito il pieno, vincendo ovunque e umiliando sia il senatore Ted Cruz che il governatore dell'Ohio John Kasich. Per i democratici la Clinton ha vinto in quattro stati lasciando solo il Rhode Island a Bernie Sanders che ancora non molla ma che vede le speranze di sopravanzare l'ex-segretario di stato ridotte al lumicino. Ed è già duello personale. "È andata, per quanto mi riguarda è andata, mi considero il presunto candidato repubblicano. Vinceremo al primo voto. Batteremo Hillary facilmente" ha detto uno spavaldo Trump ai suoi elettori dopo il risultato, attaccando anche in modo velenoso l'ex-first lady: "Francamente se Hillary fosse un uomo non prenderebbe più del 5%. Ma la cosa meravigliosa è che le donne non la amano...". La risposta è arrivata a stretto giro: "Il Signor Trump mi accusa di giocare la carta delle donne in questa campagna elettorale. Ebbene se questo significa battersi contro le ineguaglianze, per la parità dei diritti, per l’aumento della paghe, ebbene sì, questa carta la giochiamo" ha detto Hillary dopo aver rivolto un appello agli elettori di Sanders per l'unità del partito.

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