I migranti spaccano l'Europa, sei paesi (Germania in testa) vogliono prolungare i controlli più rigidi alle frontiere interne. Schengen addio?

. Esteri

E' un'altra prova di un'Unione europea in crisi per l'emergenza immigrazione e di un trattato di Schengen sull'orlo del collasso: sei paesi, Germania in testa, hanno chiesto alla Commissione di poter prolungare di altri sei mesi i controlli rinforzati  alle frontiere interne, di prolungare cioè quelle eccezioni sulla libera circolazione all'interno della Ue previste dal trattato di Schengen quando si innesca un meccanismo di crisi. La richiesta a Bruxelles - che sembra orientata ad accettarla anche per il 'peso' politico di alcuni dei governi richiedenti - è partita dai governi di Germania, Francia, Austria, Belgio, Danimarca e Svezia che indicano pure una data, il 13 maggio, a partire dalla quale i controlli dovrebbero continuare ad essere 'rinforzati' per i paesi che già hanno deciso questa misura o essere introdotti e consentiti per chi finora non aveva attivato questo meccanismo. Nella lettera, anticipata da Die Welt, non c'è scritto chiaramente ma la ragione di questa mossa che divide ancor più l'Unione è che questi sei paesi non considerano abbastanza sicure le frontiere esterne dell'Unione ed è chiaro che si riferiscano a Italia e Grecia. "Chiediamo di presentare al Consiglio europeo una proposta che permetta agli Stati membri che lo ritengono necessario di mantenere o di introdurre a partire dal 13 maggio controlli di frontiera provvisori alle frontiere interne di Schengen conformemente all’articolo 29" è scritto nella lettera indirizzata alla Commissione Ue.  

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