Trump ce l'ha fatta, sarà lui il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Il tweet al veleno del braccio destro di Juncker...

. Esteri

Donald Trump ce l'ha fatta. Secondo i media americani ha raggiunto il quorum di 1237 delegati necessari per ottenere la nomination repubblicana per le elezioni presidenziali di novembre. Sarà quindi lui a duellare con Hillary Clinton - che afferma di non temere l'emailgate - per succedere a Barack Obama. Il miliardario newyorchese avrebbe dalla sua al momento 1238 delegati, quanto basta per arrivare all'appuntamento di luglio a Cleveland senza correre il rischio di una 'convention aperta' in cui l'establishment del partito repubblicano (GOP), fino all'ultimo sospettoso se non ostile nei confronti del tycoon, potrebbe tentare un cambio di cavallo nella corsa per la Casa Bianca. Ma Trump ha sbaragliato tutti gli avversari: gli manca solo l'investitura formale, tenendo anche conto che le primarie in 5 stati del 7 giugno (tra cui quelle in California), le ultime, assegneranno ancora 303 delegati e il miliardario rimpinguerà sicuramente il suo bottino. Di Trump, e non in bene a sentire Obama, si è parlato oggi al vertice dei Sette Grandi a Tokyo, dove il presidente Usa ha riferito che i suoi partner sono apparsi tutti chi più chi meno preoccupati per un'eventuale vittoria finale del miliardario. Ma chi ha dato la voce sia pure informalmente alle preoccupazioni delle istituzioni europee per l'ascesa al momento inarrestabile di Trump, e non solo quella, è stato il capo di gabinetto e braccio destro del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, Martin Selmayr, che in un tweet destinato a far discutere parla di "scenario horror" in caso di vittoria elettorale dei "populisti" negli Usa, in Francia, in Gran Bretagna e in Italia. Nel tweet Selmayr ha scritto: "G7 2017 (si terrà in Italia, a Taormina, ndr) con Trump, Le Pen, Boris Johnson, Beppe Grillo? Uno scenario horror che mostra bene che vale la pena di lottare contro il populismo".

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