Addio al grande Muhammad Ali, leggenda del pugilato. Disse: "Vola come una farfalla e pungi come un ape"

. Esteri

E' stato uno dei più grandi nella storia del pugilato, non si può dire il più grande perché di campioni leggendari ce ne sono stati diversi. Ma lui, Muhammad Ali', fu qualcosa di più anche fuori dal ring. Infatti fu un campione anche dei diritti civili. Quel suo no al Vietnam, che gli costo' tre anni di squalifica, divise l'America: "I vietcong non mi hanno mai chiamato negro". E' morto all'eta' di 74 anni in un ospedale di Phoenix, dove era stato ricoverato per problemi respiratori. Era affetto dal morbo di Parkinson fin dall'inizio degli anni ottanta. Si chiamava Cassius Clay, ma poi si converti' all'Islam e cambio' nome. Sul ring danzava, nonostante fosse un peso massimo, si muoveva con la leggerezza di una piuma. Abilissimo nello schivare i colpi. Sempre alla ricerca del centro del ring era velocissimo nelle sue combinazioni di colpi. Il suo rivale storico fu Joe Frazier, l'uomo che Ali' in una leggendaria trilogia sfido' tre volte. Lo soffri' più di tutti. Joe Frazier lo spedì anche al tappeto al Madison Square Garden di New York nel 1971, con un devastante gancio sinistro. Era la sfida tra il nero integrato e quello ribelle. Ali' comunque si prese la rivincita due anni dopo. Il match più drammatico della sua storia lo visse a Manila nel 75. Lo vinse ma ne porto' i segni per tutta la vita e forse fu una delle cause della sua malattia. Ali' e Joe si massacrarono lasciando li' una parte della loro anima. Ali' confesso che se Frazier non si fosse ritirato alla 14 ripresa, forse lui stesso non si sarebbe presentato per l'ultimo round. Aveva anche vinto il titolo olimpico a Roma nel 60. Il pugilato ha tanti altri campioni che sono divenuti leggenda come Joe Louis e soprattutto tra i medi Ray Sugar Robinson, probabilmente dal punto di vista strettamente pugilistico il numero uno. Ma la personalità di Clay contagio' l'America e il mondo intero. E' famoso per molte sue frasi, che rivelano la su vivacità culturale. La più celebre: "Vola come una farfalla, pungi come un'ape". Era anche volutamente scorretto: "Sono il re del mondo! Sono bello! Sono un uomo cattivo! Svegliati mondo!". Dopo avere battuto Sonny Lyston disse: "E' difficile essere umili quando si e' grandi come lo sono io". La spiegazione sul cambio di nome: "Cassius Clay e' un nome da schiavo. Non l'ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali', un nome di libertà ora dovete usare quello". Ancora: "Il gallo canta quando vede la luce. Mettetelo al buio e non canterà più'. Io ho visto la luce ed ora canto". Non li mancava certo l'autostima: "Dove trovate un altro pugile che scrive poesie, predice le vittorie, batte tutti, fa ridere, fa piangere ed e' alto e carino come me?". Questo era Ali', una leggenda che va oltre il pugilato.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi