Massacro nel club gay: l'autore della strage aveva dichiarato la sua fedeltà all'Isis. Trump: "Sull'Islam ho ragione io"

. Esteri

Si chiamava Omar Mateen, 29 anni, americano ma figlio di genitori afghani l'autore del massacro di Orlando in Florida, in un locale gay, il 'Pulse'. Dopo la mattanza, la più grave mai avvenuta negli Usa, è stato ucciso dalla polizia ma poco prima di entrare nel locale per effettuare la strage aveva chiamato il 911, il numero delle emergenze, ed aveva dichiarato la sua "fedeltà all'Isis" e al sedicente Califfo Omar al-Baghdadi. Lo riferiscono i media americani che hanno anche scavato nella vita privata dell'attentatore scoprendo che era stato sposato con una ragazza del New Jersey, dalla quale aveva divorziato dopo due anni - ha riferito la giovane - per il suo carattere violento. Faceva il vigilante in un carcere minorile ed era stato addestrato all'uso delle armi. Polizia ed Fbi non si sbilanciano ancora sulla matrice islamica e tengono in piedi anche quella omofoba, dell'odio per i gay e ancora non c'è stata nessuna rivendicazione da parte dell'Isis ma i siti jihadisti stanno celebrando sul web il massacro definito come "il miglior regalo per il Ramadan". E' quanto ha twittato Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete. I jihadisti, riferisce sempre il Site, lodano il killer: "Possa Allah accogliere l'eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso". Sul massacro è intervenuto anche il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump: "Sull'Islam ho ragione io, ci vogliono durezza e vigilanza".

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