La Francia brucia tra nuovi attacchi dell'Isis, scioperi e furia di black-bloc e hooligans

. Esteri

"Parigi brucia?" chiedeva uno speranzoso Hitler nell'agosto del 1944 al governatore militare tedesco Choltitz, che però aveva già mollato e stava consegnando la città all'insurrezione partigiana vista l'impossibilità di resistere. Come per Lapierre e Collins, gli autori di 'Paris brule-t-il?', è una domanda che torna d'attualità oggi con Parigi e tutta la Francia al collasso e in preda alle loro peggiori paure: dal nuovo attacco dell'Isis - due funzionari di polizia uccisi da un franco-marocchino jihadista sostenitore dello Stato islamico - agli scioperi contro la Loi travail accompagnati dalla furia dei black-bloc (40 fermi e 40 feriti, alcuni gravi), dagli scontri tra hooligans con gli ultrà russi sempre più attivi, impuniti e scatenati contro tifosi inglesi e gallesi, ancora oggi Lille, al rischio attentati che getta la sua livida ombra sugli Europei di calcio. Una situazione drammatica che ha fatto decretare l'"allerta massima" contro il terrorismo (ma non solo) al presidente francese Francois Hollande. La capitale francese in particolare è sotto choc per l'attacco jihadista di ieri sera a Magnanville: un uomo poi ucciso dalle forze speciali ha brutalmente assassinato un ufficiale di polizia e si è poi barricato nella casa di quest'ultimo prendendo in ostaggio la compagna, poi ritrovata morta, e il figlio di tre anni della coppia. sopravvissuto al duplice omicidio. Larossi Abballa, questo il nome del killer, era sotto inchiesta della magistratura per collegamento con una filiera di jihadisti collegata alla Siria e il suo telefono era controllato. Il franco-marocchino aveva 25 anni ed abitava a Mantes-la-Jolie, poco lontano dal luogo dell'assassinio dei due agenti. Processato insieme ad altre sette persone, il killer era stato condannato nel 2013 a 3 anni e sei mesi con la condizionale per associazione per delinquere mirata alla preparazione di atti terroristici. L'organizzazione favoriva il reclutamento in Francia, la formazione fisica e ideologica e l'invio in Pakistan di giovani volontari per la jihad. Ma Larossi Abballa, dopo la condanna, non era uscito dal mirino dell'antiterrorismo. Era finito coinvolto in un'inchiesta su una filiera jihadista siriana negli ultimi mesi ed era seguito dalla Sdat, la direzione antiterrorismo. Era schedato "S", il livello che indica gli individui radicalizzati a rischio terrorismo. In un video postato su Internet mentre era sotto l'assedio delle forze speciali nella casa dove aveva ucciso accoltellandoli due funzionari di polizia, Abballa dopo aver rivendicato la sua appartenenza allo Stato islamico e la sua fedeltà al Califfo al-Baghdadi, aveva lanciato altre minacce, come quella sugli Europei di calcio: "Saranno un cimitero". 

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