Brexit: mercati nel panico, lo spread schizza su. Euroscettici esultano, dalla Le Pen a Salvini "Ora tocca a noi"

. Esteri

Sarà un 'terreno inesplorato' come dicono quello in cui si sono cacciate Londra e l'Europa dopo la vittoria del Brexit al referendum britannico, ma la vittoria del 'leave' sia pure di misura (51,8 contro 48,2) non ha avuto, purtroppo, proprio niente di imprevisto sui mercati: che sono crollati, nel panico, come ampiamente atteso di fronte a una decisione che comunque cambia la storia d'Europa e della stessa Gb. All'esito del voto la sterlina è andata giù subito, - 10%, tornando ai livelli del 1992; la Borsa di Londra ha accusato perdite dell'8%; profondo rosso per tutte le altre piazze del vecchio continente, con Francoforte e Parigi giù del 10% e con piazza Affari agli stessi livelli minimi travolta da un'ondata generalizzata di ribassi. E lo spread Bnd-Btp è schizzato su toccando quota 190 punti per poi regredire fino a 162. Su tutte le pazze, dopo il tonfo di quelle asiatiche, corsa ai bund tedeschi con il tasso dei titoli a 10 anni scesi al minimo storico, e naturalmente corsa ai beni rifugio come l'oro. Sul piano politico, mentre si attende di capire quali saranno le mosse di Cameron che si è giocato tutto sul 'remain', dalle altre capitali europee è risuonata l'esultanza degli euroscettici accomunati nell'entusiasmo a Nigel Farage, leader Ukip, che dopo una notte di passione ha potuto urlare davanti alle telecamere "Per la Gran Bretagna questo è il giorno dell'indipendenza!". Da Parigi e dall'Italia gli hanno fatto eco Marine Le Pen ("Viva la Libertà, ora tocca a noi") e Matteo Salvini ("Viva la Gran Bretagna, ora l'Italia").

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