Brexit: Cameron lascia. L'Ue cerca di evitare l'effetto-domino. Consulto Merkel-Hollande-Renzi

. Esteri

Si era giocato tutto sulla vittoria del 'remain' e ora, conseguentemente, ha annunciato le sue dimissioni. David Cameron lascerà Downing Street tra tre mesi, ad ottobre. Fino a quella data resterà in carica come primo ministro per guidare la prima fase dei negoziati tra Londra e l'Ue sull'uscita della Gran Bretagna dall'Europa. Ma a ottobre quando ci sarà il congresso del Partito conservatore lascerà al nuovo premier che dovrà sviluppare e mettere il sigillo (così come prevedono i Trattati, nell'arco di due anni) al divorzio di Londra dall'Unione Europea. "Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto ad ottobre" ha detto Cameron aggiungendo che "il popolo britannico ha votato per uscire dall'Europa e la volontà del popolo britannico sarà rispettata". Choc e delusione a Bruxelles per il risultato del referendum, e ora si cerca di correre ai ripari per evitare l'effetto-domino e rintuzzare le iniziative degli euroscettici che vorrebbero seguire l'esempio di Londra. Il vertice già programmato per il 28-29 giugno si trasformerà così in un Consiglio europeo d'emergenza per esaminare le conseguenze della Brexit sul futuro dell'Unione al di là di quelle già registrate negativamente e subito dai mercati mondiali. "L'Unione è determinata a mantenere la sua unità a 27" ha detto Donald Tusk , presidente del Consiglio europeo, precisando "non ci sarà un vuoto giuridico perché la legislazione Ue continuerà a essere applicata al Regno Unito. E' un momento politicamente drammatico, ma siamo preparati allo scenario negativo". "Maledizione, un brutto giorno per l'Europa" ha twittato Sigmar Gabriel, vice della Merkel. La Cancelliera, Hollande e Renzi si sono sentiti stamane per riflettere insieme sulla scelta storica dei britannici e sul futuro dell'Europa ormai a 27. Il presidente del Consiglio ha convocato un vertice a Palazzo Chigi per esaminare i risvolti della Brexit. Intorno al tavolo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, quello dell'Economia Pier Carlo Padoan, il collega dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti Marco Minniti. Alla fine del vertice il prenier ha twittato:  "Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l'Europa è la nostra casa, è il nostro futuro". Rinviata intanto la riunione della direzione Pd in programma nel pomeriggio al Nazareno.

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