Brexit: una giornata che entra nella storia. Le parole dei Grandi: dal Papa a Obama, dalla Merkel a Trump

. Esteri

Una giornata che entra nella storia questa in cui si è manifestata la decisione da parte dei britannici di dire addio all'Unione europea. Un 'Leave' che ha sconvolto il mondo, affondato i mercati gettando nel panico gli investitori e stressato le cancellerie europee dove sono in molti a pensare che l'esito del referendum britannico rappresenti il momento più critico per l'Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Un risultato (51,9 a 48,1) che ha fatto felici non solo gli euroscettici britannici (da Boris Johnson - il candidato numero uno a succedere al dimissionario Cameron - a Nigel Farage, leader Ukip, che ha alzato le braccia al cielo festeggiando il tanto agognato 'Independence day') ma anche tutti quelli  del Vecchio continente, da Marine e Marion Le Pen a Matteo Salvini, smaniosi di seguire l'esempio d'Oltremanica. Tutti gli altri, superato lo choc iniziale, hanno manifestato a seconda dei casi profonda delusione, tristezza, cautela, prudenza, ma anche determinazione sullo sviluppo delle conseguenze. Nessuno però ha messo in dubbio che col referendum si sia manifestata la volontà del popolo britannico, una volontà che andrà rispettata. Una giornata per molti versi storica in cui ha detto la sua anche papa Francesco durante la visita in Armenia: "E' stata la volontà espressa dal popolo, questo richiede a tutti unao grande responsabilità per garantire il bene del popolo del Regno Unito e anche il bene e la convivenza di tutto il continente europeo. Questo mi aspetto". Obama gli ha fatto eco: "ll popolo britannico ha parlato. Auspico che i negoziati tra Gran Bretagna e Unione europea assicurino stabilità, sicurezza, prosperità per l'Europa, la Gran Bretagna e per tutto il mondo". Anche Donald Trump ha detto la sua, euforico per il risultato: "Una gran bel giorno per la Gran Bretagna, la gente vuole riprendersi indietro il proprio paese, vuole l'indipendenza". Angela Merkel: "Un taglio netto, un colpo all'Europa". Juncker: "L'Unione non finirà". Hollande: "Test impegnativo, scelta dolorosa". Il capo dello stato Sergio Mattarella: "Un esito che rispettiamo anche se è motivo di rammarico". Prodi, ex-presidente della Commissione Ue: "Male, molto male ma piano a parlare di dissoluzione Ue". Tusk: "Momento drammatico ma siamo preparati alle conseguenze".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti: