La "guerra" del Califfo ad Erdogan "il traditore dell'Islam". Colpo di coda dell'Isis che perde su tutti i fronti

. Esteri

L'Isis sta inesorabilmente e progressivamente perdendo su tutti i fronti. Ormai per le brigate del Califfo e' solo una questione di tempo per il tracollo finale. I miliziani si stanno ritirando in Siria, in Iraq ed in Libia. Perdono terreno ovunque da Falluja a Raqqa, da Mosul a Dema. Cosi cercano, come gli analisti avevano annunciato, di rispondere alle sconfitte sul campo con clamorosi attentati.che rilancino in tutto il mondo il messaggio di morte. Ed anche un messaggio di attivismo e di vitalità per i potenziali miliziani, che ora come non mai cominciano a scarseggiare. Molti gli analisti che avevano previsto che lo Stato Islamico stesse preparando un attentato in Turchia per colpire il turismo. Il messaggio apocalittico del Califfato ha poi sempre avuto un obiettivo finale, la conquista di Costantinopoli. Non c'e' ancora una rivendicazione ufficiale ma gli investigatori turchi sembrano avere pochi dubbi sulla matrice dell'attentato all'aeroporto di Istanbul. Fino allo scorso inverno, l'Isis aveva risparmiato il potente vicino, fondamentale per la gestione dei traffici che permettevano la sopravvivenza del Califfato. Da li' arrivavano volontari europei, armi, munizioni e soldi, soprattutto i ricavi del contrabbando di petrolio che ha alimentato una rete di alleanze nell'ombra tra Mosul ed Ankara. La frontiera turca era insomma il polmone dello Stato Islamico con il presidente Erdogan che non ha mai fatto mistero di preferire i sunniti agli sciiti. Poi che e' successo? E' cambiato completamente il quadro per la pressione degli americani e soprattutto dei russi. L'esercito turco ha preso il controllo dei valichi, usati dalle reclute per raggiungere la Siria ed ha ridotto la pressione contro i curdi dello Ypg, i trionfatori di Kobane, che ora guidano l'offensiva contro Raqqa. In più i russi hanno bombardato pozzi e cisterne usati dai trafficanti di greggio, svuotando le tasche del Califfo. Ecco spiegato l'odio dei miliziani con la bandiera nera nei confronti di Erdogan "traditore della causa islamica", che ha aperto la Turchia agli stormi americani e ai campi di addestramento per la resistanza siriana. Per l'Isis Istanbul diventa uno degli obiettivi primari, anche per il valore simbolico che nasce dai testi apocalittici attribuiti agli eredi di Maometto: la battaglia che deciderà il destino dell'umanità e' attesa nella piana di Daqib contro i "romani", ossia i bizantini. Uno scontro finale per la conquista di Costantinopoli, l'ultima Roma, quella che dodici secoli fa era la capitale della cristianità. Poi e' cambiato tutto, ma non i versi che ispirano la propaganda del Califfato e che chiamano al martirio per portare a compimento la stessa missione.

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