Strage Dacca, i terroristi "rampolli benestanti", lo studente musulmano che poteva salvarsi ma non ha abbandonato le amiche

. Esteri

Giovani, anzi giovanissimi, di bell'aspetto, colti, appartenenti a famiglie benestanti, "rampolli" da avviare a sicure carriere. Invece trasformati in terroristi dal fanatismo religioso. Per noi occidentali una cosa inconcepibile, che non rientra nella nostra capacita' di comprensione, ma forse non così per chi appartiene al mondo islamico, anche quello non integralista. Erano già ricercati da anni dalle forze dell'ordine. Questo e' il ritratto che le autorità del Bangladesh ha fornito dei sette attentatori che venerdi' notte hanno compiuto il massacro di Dacca. Quelle foto che mostrano visi sorridenti di ragazzi che tutto sembrano tranne che degli spietati assassini stanno facendo il giro del mondo. Il commando, che sarebbe stato composto da sette giovani, sei uccisi ed uno fatto prigioniero, secondo il ministero degli Interni bengalese, appartenevano ad un gruppo jiadista locale, collegato con i servizi pakistani, ma che non e' direttamente collegato all'Isis o Al Qaeda. La polizia sta comunque indagando sui legami internazionali dei terroristi. Ci sono sospetti che le autorità stanno esaminando per arrivare ai mandanti e agli ideatori della strage. La chiave secondo un esponente del governo e' "l'unico terrorista catturato vivo", "L'inchiesta e' in corso, dobbiamo arrivare a chi ha organizzato l'attentato", le sue parole. Questi giovani terroristi hanno ucciso anche un giovane studente musulmano. Come spesso in queste vicende ci scappa fuori il vigliacco ma anche l'eroe. Che in questo caso ha il nome di Faraaz, che era al tavolo del locale assalito insieme a due sue amiche. I terroristi gli avevano concesso di uscire dal locale, ma lui ha rifiutato ed ha deciso di non abbandonare le due ragazze, Tarishi Jain, indiana di 19 anni e Abina Kabir. Lui, appena vent'anni il Corano lo conosceva bene ed era bengalese, come i suoi assassini. "Uccidiamo solo stranieri" avevano detto. Ma Faraaz ha voluto condividere la sorte delle due ragazze che non avrebbero avuto il privilegio di restare in vita perché troppo occidentali.

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