Tensione altissima negli Usa dopo la strage di Dallas, Obama ai neri e alla polizia "Basta violenze, parlatevi"

. Esteri

Tensione altissima negli Usa dopo la strage di Dallas dove un cecchino afro-americano, reduce dall'Afghanistan - Micah Xavier Johnson, poi ucciso da un robot-bomba -  ha freddato cinque poliziotti, forse interpretando il ruolo di 'vendicatore' per l'uccisione da parte della polizia di due neri (un altro afro-americano è stato colpito a morte ieri a Houston dagli agenti, il terzo in una sola settimana). Minacce alla polizia, agenti feriti, manifestazioni di protesta in varie città contro la violenza delle forze dell'ordine nei confronti dei neri, allarmi continui, nuovi arresti (un centinaio di persone che manifestavano a Saint Paul in Minnesota, dove è stato ucciso Philando Castile, cinque gli agenti feriti). Aria pesante soprattutto a Dallas dove sta per arrivare il presidente Obama che ha accorciato la sua visita in Europa per la situazione creatasi in patria. "Le violenze contro la polizia sono inaccettabili, e si rivoltano automaticamente contro le cause difese dai manifestanti, anche se sono le migliori possibili" così il presidente americano da Madrid, ultima tappa europea. "E' necessario che tutte le parti parlino e si ascoltino perchè sono convinto che gli americani vogliono che migliori il rapporto tra la polizia e le diverse comunità. Ma bisogna anche  - ha concluso Obama - rispettare la frustrazione che queste comunità sentono. Voglio che tutte le parti si ascoltino ed è quello che vogliamo ottenere nelle prossime settimane". Protesta in piazza anche a Baton Rouge, Louisiana, davanti al negozio dove vendeva cd Alton Sterling, il nero ucciso da due agenti dopo essere stato bloccato a terra. La polizia ha arrestato una trentina di persone, tra loro anche un esponente di primo piano di 'Black Lives Matter', Deray McKesson, ex candidato sindaco a Baltimora.

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