Anche dopo Rouen papa Francesco dice "E' guerra ma non guerra di religione"

. Esteri

E' vero: siamo in guerra, quella "guerra mondiale a pezzi" di cui spesso ha parlato negli ultimi tempi, ma attenti a non confondere gli atti di terrorismo con "una guerra di religione", una guerra in nome di Dio. Anche dopo Rouen, dopo lo sgozzamento, filmato, del parroco di quella chiesetta in Normandia da parte i due invasati jihadisti - il primo assalto ad una chiesa in Europa - papa Francesco non si lascia trascinare dallo choc e dall'emozione e ripete la sua convinzione: guerra sì ma non guerra di religione. Parla di terrorismo Bergoglio a bordo dell'aereo papale che lo porta alla Gmg di Cracovia. E lo fa 24 ore dopo l'assassinio di padre Hamel con queste parole: "Quando parlo di guerra parlo di guerra sul serio, non di guerre di religione". "Non c'è guerra di religione, c'è - ribadisce con forza Francesco - guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli". Perchè, ne è convinto, "tutte le religioni vogliono la pace, capito?". "Abbiamo bisogno di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace". 

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