La "guerra di religione" dell'Isis. L'Occidente cristiano deve sapere come combatterla

. Esteri

"Papa Francesco sta facendo uno sforzo eccezionale, direi quasi sovrumano, per evitare che la Cristianità si senta in guerra con l'Islam. E' un grande contributo alla causa della pace, ricorda e replica l'inflessibilità con cui Giovanni Paolo II respinse, anche dopo la strage delle Torri Gemelle, il tentativo di Bin Laden di trasformare la sua guerra in guerra santa, e di combatterla come una guerra di religione". Lo scrive Antonio Polito sul Corriere compiendo un arguta analisi sulla natura  e sulle radici del terrorismo.  "Pero' - prosegue - all'interno della più vasta Cristianità, alla cui dimensione globale appartiene un Pontefice, per la prima volta non europeo ma "venuto dall'altra parte del mondo", c'e' una comunità di principi e di valori che affondano le radici nel Cristianesimo ma non si identificano tout court con esso. Questa comunità e' l'Occidente cristiano, laico e secolarizzato. E l'Occidente e' invece certamente sfidato dal radicalismo islamico  in una vera e propria guerra di religione, un conflitto cioè in cui chi uccide lo fa in nome di un credo, e a un dio blasfemo dedica il sangue che versa. Sfruttando la duttilità e precisione della lingua italiana, si potrebbe dire che non e' in corso una guerra tra religioni ma una guerra di religione, si'. E l'Occidente, cristiano e non, deve saperla combattere come tale". 

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