Testa a testa Clinton-Trump: dem "pagano"per l'economia e per gli aiuti anti-Assad ai "cugini" degli attentatori delle Torri gemelle

. Esteri

E' testa a testa  tra Hillary Clinton e Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. Nell'ultimo sondaggio nazionale del New York Times-Cbs News, la candidata democratica ha perso il vantaggio di otto lunghezze accumulato ad agosto. La lotta e' soprattutto negli stati chiave, con Trump che sta guadagnando terreno. Colpa della polmonite o delle "bugie" della Clinton? Trump attacca "Non riesce a stare in piedi più di un'ora". Ma anche lui ha i suoi problemi colesterolo e pressione alta per via di quei 120 chili che si porta appresso. Ma come sempre in America e'l 'economia a farla da padrone e la narrazione dei democratici di una situazione in salute non fa breccia nell'America profonda. Ed ancora meno fa breccia la politica estera di Obama sulla quale si e' lanciato come un falco Trump, non senza ragioni. Ora ad Aleppo si e' aperto uno spiraglio per un possibile patto Usa-Russia per la pace. Per ora questa nuova iniziativa, la diciottesima (tanto per fare capire la complessità' dei problemi e degli attori sul campo) funziona con gli aiuti che da lunedì arrivano nella citta' stremata. Quello che fa ben sperare e' che questa volta c'e' stato un reale chiarimento tra Russia ed Usa che per mesi, hanno combattuto ed anche finanziato, fronti opposti. Da una parte l'ossessione di Obama per Assad e dall'altra il realismo russo, che punta come prima cosa a sconfiggere l'Isis. Negli ultimi tempi - come racconta sul Corriere Paolo Mieli - il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavarov aveva avuto buon gioco a fare osservare al collega americano, John Kerry la singolarità dell'alleanza seppure indiretta tra gli Stati Uniti e una formazione islamista composta, per così dire, da eredi degli attentatori delle Torri Gemelle. La reazione, invero ipocrita, era stata quella di indurre i qaedisti a cambiare nome. A  fine luglio 2016 il loro leader, Abu Mohammed al Joulani. e' comparso in video per rivelare che Al Nusra aveva rotto con Al Qaeda, salvo poi, quasi ad attenuare l'impatto emotivo dell'annuncio, specificare che quella rottura era piuttosto "una separazione consensuale". Ma si tratta solo di  "mimetismi", perché i "nuovi qaedisti (come scriveva l'inviato della Stampa Domenico Quirico)  usano gli stessi mezzi dell'Isis. Uccidono, mettono autobombe, torturano, rubano e tagliano le teste come gli altri jihadisti, con il solo ipocrita accorgimento di non usare la videocamera e non proclamare ipotetiche avanzate verso Roma. Ma le loro finalità sono identiche a quelle del califfato. E i militanti delle diverse fonazioni jihadiste, pur rivali tra loro, sono interscambiabili. Paolo Mieli osserva: "Sono ormai molti anni che gli Stati Uniti e con loro l'Europa commettono gravi errori tattici e strategici in quest'area geografica., In modo più accentuato dopo le rivoluzioni arabe del 2011". Ancora: "La politica di Obama delle alleanze e' stata a tal punto sgangherata da consentire a Putin di metterne in campo una che e' parsa fin dall'inizio più coerente e soprattutto solida". "Perno di questa politica russa e' stato il principio dei due tempi, prima si doveva sconfiggere l'Isis, in un secondo tempo decidere sulla sorte di Assad". Da tempo e' evidente, anche senza essere degli esperti, che non si può pensare di combattere l'Isis con qualche efficacia e nel contempo pensare di volere far cadere Assad, per giunta in combutta con la formazioni qaediste. Gli americani alla fine sembrano averlo capito ed hanno annunciato la loro approvazione a futuri raid degli aerei di Assad. Per questo potrebbe essere la volta buona per Aleppo e per la pace. Ma rimane l'errore dell'amministrazione democratica di Washington che potrebbe avere un suo peso nelle prossime elezioni presidenziali dell'8 novembre.    

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi