Due esplosioni in impianti chimici in Germania, un morto e 6 dispersi. Paura per la nube, ma non è terrorismo

. Esteri

Due esplosioni avvenute in due diversi impianti chimici in Germania hanno provocato un morto, sei dispersi e diversi feriti secondo il primo bilancio ufficiale. La nube che si è levata in particolare dall'jmpianto della Basf a Ludwigshafen dopo l'esplosione ha indotto le autorità locali ad invitare la popolazione a rimanere chiusa in casa, porte e finestre serrate, per evitare di inalare fumi tossici, un allarme che ha riguardato circa 20.000 persone. Si è trattato di un incidente, anzi due, ma nulla lascia pensare ad un atto terroristico, un'ipotesi che la polizia peraltro si è affrettata a smentire. L'incidente più grave alle 11 nella zona portuale di Ludwigshafen (160.000 abitanti) utilizzata dal colosso chimico Basf, nel sudovest della Germania, vicino Mannheim (300.000 abitanti) che si trova sull'altra sponda del Reno. Sospese tutte le attività industriali nell'area per motivi di sicurezza. La Basf riferisce che l'esplosione è stata determinata da lavori a tubature che vengono utilizzate per il trasbordo di liquidi infiammabili e gas dalle navi agli stabilimenti di produzione. L'altro incidente era avvenuto poco prima, alle 8.30, in un altro stabilimento della Basf a Lampertheim in Assia in un impianto di additivi per materie plastiche, per l'esplosione di un filtro: quattro i feriti. 

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