"Patti chiari ed amicizia lunga" di Obama, un trampolino con Europa un macigno con Putin per Renzi

. Esteri

Una medaglia a due facce, quella simbolicamente consegnata a Renzi da Obama, che in italiano ha pronunciato solo poche a significative parole "Patti chiari e amicizia lunga". Frase che si sarà sicuramente andata a spulciare consultando attentamente il vocabolario. La promessa a Renzi e' anche quella di trasferirgli lo stesso trattamento di stretta amicizia, nel probabile caso che a succedergli alla Casa Ovale il prossimo otto novembre, sia Hillary Clinton.  Forte del suo rapporto privilegiato Renzi, prima di rientrare a Roma, si trasferisce direttamente a Bruxelles per partecipare al vertice Ue, deciso a porre di nuovo le questioni della politica per la crescita economica e per l'accoglienza dei rifugiati. Fresco del suo nuovo e rinnovato atlantismo e del pieno appoggio degli Usa democratici, cose che sicuramente fara' valere sul tavolo dei negoziati, con un Hollande, sempre più debole internamente e con una Merkel, che sta vedendo vertiginosamente scendere la sua popolarità in patria. Così il premier, ha minimizzato le critiche pniovute dall'Italia per l'endoserment di Obama, con tanto di auspicio ad una vittoria del Si nel referendum, e di consiglio di non dimettersi anche in caso di sconfitta. Perché Renzi e' ritenuto un punto di riferimento "imprescindibile" nella politica estera di Washington. Baldanzoso nel difendere la sua manovra economica contro la rigidità della Commissione europea, e' stato chiaro: "Infrazione? Si', a chi respinge i migranti. E spiega: "L'Europa si congratula con noi ma aprono le labbra, non le porte". Ma la battaglia più difficile ed impegnativa per un Renzi, ben consapevole, non sarà quella di Bruxelles, dove tanto prima o poi l'accordo si trova, anche perche' si deve trovare per forza, ma quella delicatissima dei rapporti con Vladimir Putin. E le parole di Obama, i famosi "Patti chiari", si riferivano molto probabilmente a questo punto cruciale. Obama e Putin, e non e' un mistero si detestano, quanto possono detestarsi, i leader delle due maggiori potenze mondiali. E se sei amico dell'uno, non puoi essere amico anche dell'altro. Idee, strategie, ideologie agli antipodi. Insomma quello dei rapporti con La Russia sarà il prezzo da pagare per Renzi al tanto sbandierato pieno ed entusiasta sostegno Usa. Tutta l'Europa sotto la pressione di Obama si sta inginocchiano a Putin. Anche se i colossi tedeschi e degli stessi americani continuano indisturbati i loro affari con la Russia. Cose non dell'altro mondo ma di questo mondo, molto complicato. Ora i ministri degli Esteri europei hanno già preparato un documento, che dovrà essere ratificato dai vari premier, che e' uno schiaffo per Putin, con tanto di abbraccio della posizione Usa su Siria ed Ucraina. Che guarda caso sono i due punti fondamentali nella politica estera del Cremlino. Questo netto cambio di rotta nei rapporti Italia-Russia, già avviata con l'annuncio dello schieramento di nostri militari ai confini tra Lettonia e Russia, rischia di diventare un conto assai salato da pagare. Quello che a Mosca viene ormai considerato una sorta di "tradimento italiano", promette di rendere ancora più difficili ed impegnative le ritorsioni economiche riservateci dal Cremlino, all'indomani delle sanzioni europee del 2014, approvate anche con il voto italiano. Allora Renzi provo' con la tattica di un colpo al cerchio ed uno alla botte di mitigare l'ira di Putin. Che pur di avere una sponda accolse Renzi a Mosca ed a Pietroburgo, pur con scarsa convinzione. Ora pero' la conversione alle dinamiche ed alle direttive obamiane e' così netta da essere incontrovertibile. Putin e' un tipo che non si lascia certo mettere nel sacco. Le contro sanzioni della Russia sono ad un passo. 

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