Renzi e la marcia indietro sull'Unesco anti-Israele, "Allucinante, ora basta ma anche l'Italia ha sbagliato"

. Esteri

Renzi fa marcia indietro e spara a zero contro la posizione assunta dai maggiori paesi europei - compresa purtroppo l'Italia - sulla decisione dell'Unesco di negare la stretta relazione del popolo ebraico con Gerusalemme e il Monte del Tempio (riaffermando invece quella dei musulmani per la spianata delle Moschee). Per due volte l'Unesco ha votato e per due volte i maggiori paesi europei (Francia, Germania, Italia e Spagna) si sono astenuti consentendo infine alla decisione di passare e facendo infuriare Israele che ha accusato l'agenzia delle Nazioni Unite di voler cancellare migliaia di anni di storia. Oggi il premier ha fatto autocritica come capo del governo per l'"errore di linea politica" rispetto al voto del nostro ambasciatore all'Unesco (che ha agito su input della Farnesina) ed ha definito "allucinante, incomprensibile, insostenibile e sbagliata" quella presa di posizione rispetto alla quale l'Italia si è comportata "in modo tradizionale e automatico", a ruota degli altri e dentro la linea Ue, "nel senso che tutti gli anni va in automatico un voto di questo genere". "Penso - ha detto Renzi- si debba ridiscutere e riflettere: non è certo colpa dell'ambasciatore" ma - ha aggiunto - "di linea politica, e su questo è stato fatto un errore". Di qui la telefonata con il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ("non l'ho convocato, si convocano gli ambasciatori" si è corretto Renzi) e il disinnesco di una potenziale polemica al'interno del governo per vedere come è potuto succedere quello che è successo e come, eventualmente, si può rimediare, anche se i buoi sono già usciti alla stalla... "Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c'è da rompere su questo l'unità europea - ha detto ancora Renzi - che si rompa". "Non si può continuare con queste mozioni, una volta all'Onu, una volta all'Unesco contro Israele. Sostenere che Gerusalemme e l'ebraismo non hanno una relazione - ha argomentato il premier - è sostenere che il sole fa buio: una cosa incomprensibile, insostenibile e sbagliata. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupano di queste cose che non si può andare avanti così: non si può negare la realtà". Israele ha subito apprezzato le parole d Renzi: "Ringraziamo e ci felicitiamo con il governo italiano per questa importante dichiarazione" ha detto il portavoce del ministero degli Esteri israeliano. Pure gli ebrei romani hanno apprezzato ma hanno chiesto al premier di far seguire alle parole i fatti. Negativi e ironici i commenti del centrodestra: "Dov'erano Renzi e Gentiloni quando l'Italia votava all'Unesco?". 

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