Brexit, Alta Corte "Serve voto del Parlamento per uscita". Smacco della premier May, battuta da "novella Davide"

. Esteri

Si chiama Gina Miller ed e' una businesswoman di 51 anni, di origine sudamericana. A Londra l'hanno già ribattezzata Davide, la coraggiosa donna d'affari che, armata di una semplice carta da bollo, ha scritto alla Corte, ed ha sfidato Golia, ovvero la premier Theresa May, sconfiggendola con immancabile smacco politico. La Miller ha sollevato un pandemonio di proporzioni gigantesche e rischia di cambiare la storia europea. L'Alta Corte di Londra ha deciso, accogliendo il suo ricorso: "Non e' il governo di Theresa May, ma il Parlamento di Westminster ad avere il potere costituzionale di avviare la Brexit". Così il referendum con il quale il popolo inglese lo scorso giugno decise di lasciare l'Europa, per essere valido nei suoi effetti, deve essere convalidato dal Parlamento. Il governo ha subito annunciato che presenterà appello sulla decisione e si dice "contrario" a quanto sancito e "deciso a fare rispettare il risultato del referendum". Thereda May inoltre non ha nessuna intenzione di lasciare che tutto questo possa modificare i tempi indicati, che prevedono l'attivazione delle procedure d'uscita dalla Ue entro il marzo del 2017. Cosa succederà ora in Gran Bretagna? Adesso che il ricorso e' stato accolto e sempre che non venga ribaltato in sede di appello, la premier dovra' affrontare una votazione tutt'altro che scontata alla Camera dei Comuni e a quella dei Lord. E dovrà spiegare anche che tipo di Brexit  vuole realizzare. La May rischia seriamente la sconfitta. Ed quel punto il governo sarebbe costretto a cambiare strategia e tutto sarebbe possibile. Da una Brexit meno dura (per esempio restando nel mercato comune) ad un nuovo referendum fino ad elezioni anticipate. Magari con finale a sorpresa, niente più Brexit. 

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