Braccato a Mosul il Califfo si rifà vivo e incita i suoi "Combattete fino alla morte"

. Esteri

Braccato a Mosul - la capitale del sedicente stato islamico da due settimane stretta nella morsa dell'esercito iracheno, dei pehmerga curdi e degli sciiti a guida iraniana - Abu Bakr al-Baghdadi, autoproclamatosi Califfo, si è rifatto vivo in un messaggio audio in cui incita i combattenti dell'Isis a non arrendersi. In realtà non si sa se sia ancora vivo. Secondo fonti curde è ancora a Mosul, al comando dei 5.000 jihadisti asserragliati al centro della città, ma dell'uomo che è stato dato diverse volte per morto o gravemente ferito non si hanno tracce sicure. E il primo obiettivo degli americani e della coalizione che sta combattendo l'Isis in Siria e in Iraq. Secondo l'Independent che cita fonti curde, si troverebbe ancora in città, nascosto non si sa dove. "Se è lì, e se viene ucciso, questo causerà la caduta dell'Isis", ha detto Fuad Hussein, capo di gabinetto del presidente curdo Massoud Barzani. Nel messaggio audio di oggi - l'ultimo risaliva a quasi un anno fa, il 26 dicembre 2015 - al-Baghdadi invita i suoi a combattere fino alla morte, a non arrendersi all'avanzata nemica e chiede attacchi contro l'Arabia Saudita e la Turchia. Il discorso si intitola 'Questo è ciò che Allah e il suo Profeta ci hanno promesso'. Nel messaggio, il leader dell'Isis parla dell'offensiva su Mosul come di una guerra contro i musulmani da parte dei 'crociati' e degli ebrei. Parlando ai sunniti dell'Iraq, Baghdadi afferma poi che gli sciiti stanno facendo "tutto quanto in loro potere" per prendersi il Paese e descrive l'Isis come l'unico rimedio.

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