Ha vinto Trump, la scelta-choc degli americani per la Casa Bianca. Tracolla Hillary. Borse mondiali giù

. Esteri

Scelta-choc degli americani: il repubblicano Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali. Ha battuto clamorosamente e contro ogni pronostico e/o sondaggio (ma questa non è una novità) Hillary Clinton e sarà lui a gennaio a prendersi la Casa Bianca, la guida dell'America e di una buona parte del mondo, dopo otto anni di presidenza Obama, l'altro grande sconfitto insieme a tutto il partito demcratico di questo election-day. E anche a fare in qualche modo la storia con questo colpo di scena perchè nessuno a parte lui credeva nelle sue possibilità di vittoria: nè i media, nè il suo stesso partito - col quale è entrato in rotta di collisione e che anzi ha tentato in ogni modo di delegittimarlo salvo un ripensamento dell'ultim'ora -, nè Wall Street. Trump, 70 anni, imprenditore miliardario anti-sistema, protagonista di una campagna elettorale durissima e velenosa - che lui ha pensato bene di marcare con una serie di uscite capaci di scatenargli contro accuse di populismo, razzismo e sessismo, solo per citarne alcune - sarà il 45/mo presidente degli Stati Uniti grazie al voto di una classe media impoverita, degli operai, dei senza lavoro e dei cittadini impauriti dal terrorismo e dall'immigrazine clandestina, tutti affascinati dal suo slogan "Make America Great Again". La consapevolezza di poter battere la Clinton nel conteggio dei grandi elettori - ne servono 270 per conquistare la Casa Bianca - Trump l'ha avuta poco prima delle 6 (ora italiana) quando ha vinto anche nel Wisconsin, dopo aver sbaragliato l'ex-first lady negli stati-chiave dell'Ohio e della Florida toccando quota 254. Lì la svolta. Una cavalcata impetuosa quella del tycoon newyorkese seguita però con apprensione e grande preoccupazione da tutti i mercati mondiali - che infatti sono crollati, a partire da Wall Street che puntava sulla Clinton - e, forse, anche dalle più importanti cancellerie mondiali. E ciò non tanto per le idee concretamente isolazioniste di Trump o la sua sbandierata simpatia per Putin quanto perchè della sua politica estera, della nuova politica estera della superpotenza americana nessuno sa ancora granchè. Una elezione-choc dunque, per tanti versi storica, che segna la dura sconfitta non solo di Hillary Clinton ma di Obama e della sua politica e che lascia sul campo, a pezzi, i due grandi partiti tradizionali Usa: i democratici in primis ma anche il GOP, il Grand Old Party, che non voleva Trump, che lo ha osteggiato e che si è fatto scalare dall'esterno da un imprenditore ricco e spregiudicato. Trump ha parlato alla pancia profonda e scontenta delll'America e ora entra da vincitore alla Casa Bianca. Uno tsunami, un tornante della storia - quando alle 8,40 (ora italiana) Trump ha raggiunto ufficialmente quota 276 grandi elettori - come, e a pochi mesi dalla Brexit, quel 9 Novembre 1989, giusto 27 anni fa, quando crollò il Muro di Berlino. 

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