Fillon verso l'Eliseo, quando mori' la madre Putin gli regalo' uno champagne del '31 anno di nascita della donna

. Esteri

Quando nel 2012, a Francois Fillon, tornato semplice deputato da premier che era dopo la vittoria dei socialisti, venne improvvisamente a mancare la mamma, Putin gli regalo' una bottiglia di Mouton Rothschild del 1931, accompagnato da un affettuoso biglietto: "Vedi Francois, e' il suo anno di nascita". Sono gesti che non si scordano e se Fillon dovesse superare l'ultimo ostacolo che lo frappone alla candidatura ufficiale del centrodestra, il ballottaggio di domenica con Alain Juppe', avrà ottime possibilità di uscire vincitore dalle elezioni presidenziali per l'Eliseo del prossimo maggio. E Putin di ritrovarsi con un amico in più in Europa. Viste le divisioni interne alla sinistra e la debolezza del presidente Holland (l'attuale premier Valls non scenderà in campo se lui non si tara da parte), e' probabile che saranno Francois Fillon e Marine Le Pen a sfidarsi in primavera nel ballottaggio decisivo per l'Eliseo. "In politica niente accade mai come previsto", la massima cara a Holland potrebbe lasciare aperto qualche spiraglio anche per la Le Pen. Ma e' molto difficile, mentre e' stato possibile per lo stesso Fillon risalire ai sondaggi che lo davano solo al 10% nella sfida interna al suo schieramento. Ha trionfato con il 44%. La pratica e' stata archiviata dai francesi (con primarie aperte a tutti, tanto che hanno votato in oltre 4 milioni), che hanno scelto in massa, premiando più la sua personalità, così lontana dal gelido ed anche un po' attempato Juppe' (una sua gaffe da rimbambito lo ha auto affondato. Ha parlato della "commessa del Prisunic", per definire una categoria sociale come la nostra "casalinga di Voghera", solo che la catena di supermercati Prisunic, fondata nel 1931,  non esiste più da quasi vent'anni), come dall'esagitato con fare a volte burleschi (sempre politicamente) Sarkozy, che non sul programma. Sarkozy, che sembra giunto al capolinea, consolato solo dalla sua Carla' "Bravo amore mio. Anche i migliori perdono". Ora il "migliore" avrà tutto il tempo per dedicarsi ai suoi processi, che sono tanti.  In realtà pero Fillon un programma ce l'ha ed anche dettagliato. Fillon ha le idee chiare ed alcune non sono affatto scontate. Appartiene alla destra francese tradizionale, quella gollista, e' liberale in economia fino al thatcherismo (fine delle 35 ore, meno sussidi ai disoccupati e più incentivi i piccoli imprenditori, tagli alla sanità e soprattutto riduzione di mezzo milione di dipendenti pubblici). Fillon e' un cattolico tradizionale ed in politica estera e' favorevole ad un'alleanza con Mosca. Sia per motivi strategici che personali. "Se il geniale De Gaulle dialogava con Stalin, noi non dovremmo farlo con Putin?", chiede. Poi appunto c'e' il rapporto personale con zar Vladimir. Una volta spiego': "Ci siamo conosciuti quando entrambi eravamo primi ministri, lui con Medvedv e io co Sarkozy. Ho imparato a conoscere ed apprezzare Putin. Un negoziatore duro, meno ipocrita e fumoso di tanti altro, ma leale, serio. Ho avuto la sensazione di potermii fidare di luì". 

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