Trump minaccioso con Cuba "O nuove concessioni o blocco il disgelo"

. Esteri

In forse il 'disgelo' tra Usa e Cuba, quello negoziato da Obama con Raul Castro, un disgelo che non piaceva e, a quanto sembra, non piace per niente al presidente eletto Donald Trump. Un tweet del prossimo inquilino della Casa Bianca - nel giorno in cui nell'isola caraibica sono iniziate le celebrazioni del lungo addio a Fidel Castro che si concluderanno con i solenni funerali domenica 4 dicembre - ha gettato un'ombra minacciosa sull'attuazione del processo di riappacificazione tra i due paesi voluto fortemente dal presidente uscente ma osteggiato dagli esuli cubani negli States e dal partito repubblicano. Il cinguettio di Trump è arrivato a gelare le aspettative di chi nei decreti esecutivi di Obama - che Trump potrebbe bloccare - vedeva la fine di una contrapposizione totale durata oltre mezzo secolo. Il tweet, una sorta  ultimatum a Cuba per ottenere, sembra, nuove concessioni come il rilascio di prigionieri politici detenuti e maggiori libertà civili, economiche e religiose per i suoi abitanti, suona così: "Se il governo cubano non è disposto a trovare un accordo migliore per il proprio popolo, per gli americani/cubani e per gli americani, intesi come una sola cosa, io non lo porterò a termine". Trump, che venerdì ha commentato la morte del lider maximo cubano definendo Fidel Castro un "dittatore brutale", aveva già fatto capire in campagna elettorale che se l'Avana non avesse aperto a maggiori concessioni lui avrebbe rivisto l'accordo tra Obama e Raul Castro bloccando in sostanza il 'disgelo' tra i due paesi che è già iniziato con diverse aziende americane, turistiche soprattutto, pronte ad investire a Cuba. Ora l'ultimatum del presidente eletto, segnale indiscutibile della forte insoddisfazione della nuova amministrazione repubblicana per le "troppe concessioni" fatte dal democratico Obama al regime cubano.

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